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Ottobre, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno

Anche quest’anno torna il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione oncologica nella donna con una campagna di sensibilizzazione mondiale che punta i riflettori sulla lotta contro i tumori femminili e ribadisce l’importanza di una diagnosi precoce.

La diagnosi precoce è il primo gesto di prevenzione per difenderci dal tumore al seno.
La prevenzione è uno strumento indispensabile per monitorare il proprio stato di salute e per ridurre il rischio di sviluppare malattie.

Recettori per gli ormoni estrogeni e progesterone

Nella maggior parte dei casi, le cellule tumorali, hanno specifiche strutture recettoriali a cui si legano gli ormoni estrogeni e progesterone, stimolandone la crescita e la differenziazione.

I tumori con recettori per estrogeni e/o progesterone possono essere efficacemente trattati con farmaci o con terapie naturali che interferiscono sulla produzione e sull’azione ormonale.

Il continuo miglioramento delle conoscenze della biologia dei tumori mammari consente di migliorare sempre più la diagnosi e il trattamento di questa patologia, contribuendo a identificare percorsi terapeutici innovativi e personalizzati.

Un test non invasivo, per la prevenzione di patologie estrogeno-dipendenti

Imbio, in occasione del mese dedicato alla prevenzione, promuove lo screening di due particolari ormoni con un test non invasivo, su urine.

L’esame Estro-Profile è un test non invasivo su urine, che permette di effettuare il dosaggio di due tipi di ormoni, utile a diagnosticare uno squilibrio ormonale.

Oggi è possibile prevenire l’insorgenza di patologie estrogeno-dipendenti e intervenire in modo mirato e personalizzato con le terapie più indicate.

Scopri il test non invasivo, per la prevenzione di patologie estrogeno-dipendenti

Il test è consigliato a tutte le donne che presentano almeno uno tra i seguenti fattori di rischio:

  • Predisposizione genetica per il cancro al seno (BRCA1 e BRCA2 positivi)
  • Pregresso tumore al seno ormone-dipendente
  • Aumento improvviso di peso corporeo dopo la menopausa
  • Aumento del volume del seno dopo la menopausa
  • Aumento della densità mammaria (in presenza o meno di noduli)
  • Menarca precoce (prima dei 12 anni) o menopausa tardiva (oltre i 52 anni)
  • Uso prolungato di contraccettivi orali per più di 10 anni consecutivi


Prevenzione del tumore al seno

La prevenzione primaria ha l’obiettivo di individuare e poter rimuovere i fattori di rischio, le cause che contribuiscono allo sviluppo di un tumore.

Tra i principali fattori di rischio modificabili troviamo terapie ormonali sostitutive (farmaci a base di estrogeni e progesterone), obesità, vita sedentaria, alimentazione scorretta, fumo ed alcool.

Modificare lo stile di vita, significa eliminare quei fattori di rischio da cui dipendono oltre il 20% dei tumori al seno. Per tale ragione, controllare lo stile di vita è un valido strumento per la prevenzione del carcinoma mammario e di altri tumori.

“No women with breast cancer!”

La “mission” della LILT contempla anche la sensibilizzazione delle donne più giovani, affinché imparino ed effettuino mensilmente l’autopalpazione del proprio seno (come approccio informativo ed educativo alla problematica).

Per le donne con tumore al seno, è indispensabile favorire un supporto empatico, psicologico e rigenerativo-estetico sia per il superamento di questa fase di criticità della propria immagine sia a garanzia di una più lunga e migliore qualità di vita.

Scarica la brochure LILT dedicata al mese della prevenzione femminile

 

Un compito umano per un grande obiettivo: “No women with breast cancer!”
– Prof. Francesco Schittulli
Presidente nazionale LILT

 

Riferimenti: Ottobre rosa, tumore al seno, prevenzione
Redattore: IMBIO


La Menopausa può essere per molte donne motivo di ansia e preoccupazione, un periodo travagliato nel quale veniamo travolte da una molteplicità di avvenimenti che pensiamo possano avere conseguenze negative per la nostra salute.

In realtà è un momento fisiologico nel quale, come nella pubertà, il corpo femminile subisce una naturale trasformazione metabolico-ormonale al fine di preservare le funzioni vitali che potrebbero con l’avanzare dell’età mettere a rischio la nostra sopravvivenza.

I sintomi più frequenti durante la menopausa 

I sintomi che si sperimentano più frequentemente durante la menopausa, o in alcuni casi già dal periodo pre-menopausale, sono:

  • Climaterio
  • Insonnia
  • Aumento di peso
  • Cambiamenti emozionali
  • Calo della libido
  • Perdita o assottigliamento del capello
  • Pelle disidratata

Inoltre, attraverso esami di laboratorio, possono essere identificati:

  • Carenze di Vitamine e/o di Minerali
  • Alterazione del metabolismo degli Zuccheri (Insulino-resistenza, Diabete tipo 2)
  • Iper o ipotiroidismo

Menopausa e ormoni: un approccio plurispecialistico per ricostruire l’equilibrio ormonale

Tutti questi cambiamenti sono dovuti a modificazioni dei flussi ormonali che permettevano precedentemente il ciclo mestruale.

Gli Ormoni, insieme a Neuropeptidi, Citochine e Fattori di crescita, fanno parte delle cosiddette signaling-molecules, ovvero molecole che, comunicando fra loro, regolano tutte le funzioni corporee.

Ad oggi, grazie alla Ricerca Biomedica, è stato riconosciuto ad esse un ruolo chiave assoluto nella Prevenzione dello Stato di Malattia, tant’è che negli ultimi anni la Medicina sta progressivamente superando il concetto tradizionale della cura d’organo, per dar spazio ad una visione più unitaria e interdisciplinare in ottica preventiva.

La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI) è infatti la Scienza che studia come Sistema Nervoso, Asse ormonale e Sistema Immunitario coordinino tutte le funzioni metaboliche.

Il principio base è il concetto secondo cui la Salute dipenda dall’Omeostasi, ovvero dall’equilibrio, fra questi tre universi paralleli. Un’alterazione a qualsiasi livello provoca conseguenze sugli altri due, innescando uno stato di disequilibrio che, se non ben arginato, potrebbe sfociare in malattia.

La Menopausa pertanto è uno degli esempi più evidenti di come un singolo cambiamento nell’assetto ormonale produca effetti multipli sull’organismo e per questo motivo, spesso, si rende necessario un approccio plurispecialistico per coordinare la ricostruzione di un nuovo equilibrio.

I cambiamenti ormonali che influiscono sullo stato di salute della donna in menopausa

Un importante cambiamento ormonale è la trasformazione degli estrogeni in estrone che rappresentano la causa  della trasformazione biologica dell’organismo che porta all’invecchiamento dei tessuti rendendoli più  densi, fibrosi, il seno e l’utero sono i più  colpiti.

Da alcuni anni e’ possibile determinare la quantità di estrone prodotto grazie ad un esame che si ottiene  dalla raccolta delle urine del mattino, l’esame in questione si chiama Estroprofile.

Grazie a questo esame possiamo sapere se si stanno producendo ormoni che ci faranno invecchiare prima e con le sofferenze tipiche della menopausa, e prescrivere una terapia personalizzata in grado di riequilibrare l’assetto ormonale.

Scopri come effettuare il test comodamente da casa

Menopausa ed alimentazione: il cibo come strumento per migliorare il proprio stato di salute in menopausa

Da un punto di vista Nutrizionale, l’obiettivo è innanzitutto quello di garantire la continuità funzionale di tutti i sistemi che con l’avanzare dell’età potrebbero ridurre la loro efficienza fino a diventare insufficienti a garantire la Salute della paziente.

È necessario dunque che, prima di formulare un Piano Nutrizionale, il professionista verifichi opportunamente lo Stato di Salute della donna attraverso un’accurata anamnesi, l’analisi della composizione corporea e, ultima ma non meno importante, la presa visione di esami di laboratorio aggiornati.

L’anamnesi ha lo scopo di comprendere la Storia del Peso, situazioni attuali o pregresse di Patologie che potrebbero interferire con l’obiettivo che si vuole ottenere e l’accertamento delle Condizioni Sintomatologiche presenti. Importante è anche comprendere lo Stile di Vita della persona e le sue Abitudini Alimentari.

L’analisi della composizione corporea è un esame che ha lo scopo di individuare alterazioni tra il comparto liquido (idratazione) e il comparto solido (massa grassa e massa muscolare) del paziente.

Menopausa e dieta: perché in menopausa cambia la composizione corporea?

Nella donna, soprattutto dopo la Menopausa, possono verificarsi incrementi della frazione liquida (ritenzione idrica) a discapito della massa magra. Il rischio di sarcopenia (perdita di massa muscolare) è tipico del paziente sopra i 50 anni.

Verificare e monitorare nel tempo lo Stato della Composizione Corporea consente di adeguare e/o correggere il Piano Nutrizionale garantendo sempre l’apporto necessario di tutti i macro e micronutrienti di cui l’organismo ha bisogno per mantenere il turn-over cellulare.

A tal proposito, il Nutrizionista può suggerire l’introduzione di una moderata attività fisica, che contribuisce sia al miglioramento del tono muscolare e di tutto il sistema osteo-articolare, che all’attivazione metabolica.

Nell’ottica di contrastare un aumento di peso, l’attività fisica si rende necessaria per implementare il dispendio energetico, così da favorire anche un abbassamento dei livelli glicemici, che possono essere causa di accumulo di grasso viscerale a livello dell’addome con aumentato rischio di patologie metaboliche (diabete, malattie cardiovascolari e neurodegenerative).

Carenze di vitamine e minerali in menopausa, cosa rischio?

Gli esami di laboratorio servono ad identificare possibili carenze di vitamine e minerali. Nella donna una fra tutte è la carenza di Vitamina D che è causa diretta di ridotta fissazione del Calcio nelle ossa, con conseguente rischio di fragilità, osteopenia o addirittura osteoporosi.

Un esame integrativo importante da eseguire per verificare lo stato della salute ossea è la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC). La Vitamina D è essa stessa considerata un ormone e, proprio per questo, si integra perfettamente nel cross-talking con gli altri sistemi della PNEI.

Le conseguenze di una carenza di Vitamina D si ripercuotono dunque indirettamente su altri sistemi. Infatti, essa svolge un importante ruolo nella soppressione infiammatoria promuovendo l’espressione di citochine antinfiammatorie. In particolare ne è stata evidenziata la sua funzione in alcune patologie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico e l’artrite reumatoide. Inoltre, studi scientifici recenti hanno confermato effetti indiretti della vitamina D nella patofisiologia del Diabete Tipo 2.

Carenze di minerali tipiche della menopausa sono invece quelle legate a Calcio, Magnesio, Zinco e Selenio. Del primo abbiamo già parlato, ma possiamo aggiungere che, il Calcio oltre a combattere l’osteoporosi, esso riveste un ruolo importante per l’apparato cardiocircolatorio, contrastando l’aumento di colesterolo e stabilizzando il ritmo cardiaco.

Il Magnesio e lo Zinco supportano almeno 300 attività enzimatiche. Una loro carenza provoca disturbi sia in età fertile (cefalea, dismenorrea, sindrome pre-mestruale), che durante la Menopausa, in particolare acutizzando fenomeni quali climaterio, insonnia, stanchezza e irritabilità.

Un’adeguata concentrazione di questi metalli stimola la produzione di serotonina, un’endorfina che agisce su recettori specifici del cervello, svolgendo azione analgesica, antidepressiva e stabilizzante del tono dell’umore.

Il Selenio infine è utile per contrastare i processi ossidativi e prevenire l’invecchiamento delle cellule promuovendo l’attività del Coenzima Q10.

Alimentazione in menopausa: quali sono i cibi da preferire?

In una Dieta bilanciata, per garantire un corretto apporto di questi minerali, il Nutrizionista può suggerire l’utilizzo di alcuni alimenti come ad esempio Legumi, Cereali ad alto contenuto di fibre e Cacao, che sono fonti primarie di questi e altri micronutrienti

Terapie naturali contro i disturbi della menopausa

In ottica PNEI, anche la Fitoterapia può essere un ulteriore sostegno per contrastare i fenomeni tipici della Menopausa. Alcune piante infatti contengono fitocomposti efficaci nel contrastare le fluttazioni estroprogestiniche ed i relativi sintomi caratteristici della Menopausa.  Fra queste, la Salvia, l’Erba Medica, il Trifoglio Rosso e la Dioscorea Villosa. Quest’ultima in particolare è ricca di Diiro-epiandrosterone (DHEA), la cui diminuzione è fortemente correlata all’avanzare dell’età, soprattutto nella donna.

In conclusione, la Menopausa non è altro che una transizione fisiologica che il corpo femminile subisce al termine dell’età fertile. Come tutte le alterazioni dei tre Sistemi (Nervoso, Ormonale, Immunologico), è un momento delicato poiché i cambiamenti che ne derivano possono, se non ben coordinati, far pendere l’ago della bilancia omeostatica verso una o più patologie.

Il Nutrizionista può essere un valido supporto che, sulla base dell’anamnesi e delle evidenze analitiche, può suggerire un Piano Nutrizionale adeguato e qualora si rendesse necessario, può associare un’opportuna supplementazione mediante multivitaminici, prodotti integrativi, nutraceutici e fitoterapici che contribuiscono a perfezionare la posologia dettata dalla Dieta.

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Dott.ssa Valentina Vielmi

Biologa Nutrizionista

Riferimenti:  Menopausa, Salute della Donna, alimentazione in menopausa
Redattore: Dott.ssa Valentina Vielmi


La menopausa e la psiche femminile 

Le mestruazioni rivestono per la donna significati particolari, sono il prorompere all’esterno dell’energia femminile e l’utero testimonia la ciclicità della vita poiché ogni 28 giorni crea e distrugge la sua forma.

Nell’ambivalenza di vita e morte stanno i simboli cardine della mestruazione e la femminilità è scandita da ritmi di crescita e morte e dal separarsi, è questo, infatti, un altro tema fondante la vita psichica femminile; separarsi significa “perdere”, perdere prima il bambino come parte di sé nel parto, poi il figlio quando diviene adulto, poi la propria capacità procreativa, infine la propria giovinezza.

Il riconoscimento formulato già da Paracelso che l’uomo è anche figlio del suo ambiente e delle sue condizioni di vita, dovrebbe essere oggigiorno una componente della medicina. Invece, per molte donne la menopausa o è vissuta in un modo eccessivamente medicalizzato, quasi come fosse una patologia, o rimane ancora un tabù.

I sintomi della menopausa legati al corpo e alla mente

Tra gli svariati sintomi della menopausa, alcuni sono legati al generale stato di salute:

  • osteoporosi
  • occhio secco
  • secchezza vaginale
  • spossatezza
  • dolori articolari
  • tachicardia
  • calo di memoria

altri sono più sintomi di natura psicologica:

  • irritabilità
  • ansia
  • insonnia
  • alterazione del tono dell’umore e depressione
  • scarsa concentrazione

Ogni modificazione dello stato fisiologico della donna si riflette nelle mutazioni del proprio corpo come vissuto psichico, spesso la medicina, invece, parla di funzioni e ignora le emozioni, cioè descrive la menopausa annullando le percezioni soggettive e culturali che in questa fase della vita hanno un grande peso nel vissuto della donna.

La medicina dovrebbe integrare il suo sapere anche con il sapere psicologico, secondo il quale non esiste un essere corporeo che non sia accompagnato da un sentire, cioè da una risonanza emotiva rispetto all’ambiente che lo circonda.

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Come affrontare i disturbi legati alla menopausa 

Il miglior metodo di affrontare i disturbi legati alla menopausa è quello di restare attive, sentirsi utili e reinventarsi, amare e sentirsi amate. E’ importante che non vi sia una ristagnazione, cioè che si trovino dei livelli di riscatto e di rinascita, risvegliando interessi sopiti e inesplorati precedentemente al fine da attivare gli ormoni del benessere.

Infatti, vi sono dei temi nel cammino della vita che non vanno rifiutati, altrimenti il corpo ne risentirà e tematizzerà ciò che non ha vissuto, compiti di vita che penetrano nelle profondità corporee, pertanto è importante per affrontare la menopausa riempire i fossati esistenti tra le varie discipline mediche e puntare sull’integrazione di queste, in quanto in questo periodo è evidente l’unione indissolubile di mente e corpo.

A tal proposito l’alimentazione, ad esempio, ha una grandissima importanza, sarà perciò necessario la valutazione dello stato nutrizionale della donna e la personificazione di un intervento dietetico, così la valutazione degli ormoni, dalla funzionalità della tiroide e del metabolismo osseo.

Menopausa e alimentazione

In menopausa si va incontro ad infiammazioni acute, allo stress ossidativo e a cambiamenti fisico-metabolici.

Quindi, tale fase di vita porta con sé dei cambiamenti fisici che vanno contenuti con una corretta alimentazione, altrimenti sfociano in un aumento di peso e in una riduzione dello stato di salute, perciò è necessario scegliere un’alimentazione ricca di antiossidanti e che protegga anche la pelle dai radicali liberi.

Inoltre, va considerato che il cibo ha un valore molto importante sugli stati mentali a causa della stretta interconnessione tra le condizioni dell’intestino e il cervello, in quanto l’intestino cambia i pattern dei neurotrasmettitori che modulano lo stato dell’umore (serotonina, dopamina, noradrenalina e melatonina).

Poichè l’organismo entra in un periodo di stress metabolico in quanto mutano gli equilibri ormonali è importante mettere in campo fattori protettivi.

Essi possono essere il ricorso alla fitoterapia per rinforzare il tono estrogenico del corpo, la valutazione degli ormoni che sono alla base di numerosi processi fisiologici (estradiolo e calo del desiderio sessuale sono strettamente connessi, così l’estradiolo è connesso all’aumento del girovita e alla ritenzione di liquidi).

La sessualità è fondamentale per la vita di coppia ed è risaputo che gli eventi biologici hanno un grande impatto sullo scatenarsi di una disfunzione o di una problematica, in questa fase l’identità femminile rischia di essere sminuita, disinvestita e non accettata da sé e dal partner, generando anche scarsa libido e sensazione di mancato appagamento.

Infine è importante anche valutare i livelli di cortisolo, melatonina, dopamina e serotonina che determinano la regolazione emotiva, perchè. le donne hanno il diritto a star bene anche in menopausa e, ormai, possono farlo.

Richiedi subito la valutazione ormonale

Affidarsi ad un professionista per affrontare la menopausa è sicuramente un valido strumento per migliorare il proprio stato di salute, con conseguente miglioramento della qualità della vita.

 

Dott.ssa Regina Valentini

Psicologa, psicoterapeuta psicosomatista

Riferimenti:  Menopausa, Psiche della donna
Redattore: Dott.ssa Regina Valentini


Riflessologia plantare ed equilibrio energetico del corpo: come funziona, i benefici e la mappa del piede

Cos’è la riflessologia plantare?

La riflessologia plantare è una tecnica mediante la quale si ristabilisce l’equilibrio energetico del corpo, servendosi di un particolare tipo di massaggio che, attraverso la stimolazione e compressione di specifici punti di riflesso sui piedi, relazionati energeticamente con organi e apparati, consente di esercitare un’azione preventiva e d’intervento su eventuali squilibri dell’organismo.

Viene fatta risalire ad antiche civiltà, soprattutto orientali.
In tempi recenti, la riflessologia plantare  si sviluppa nel novecento grazie a Ivan P. Pavlon, ma sarà  l’otorinolaringoiatra statunitense William Fizgerald a codificare alcuni concetti in tema di riflessologia plantare.

La fisioterapista Eunice Ingham è considerata la vera fondatrice della moderna riflessoterapia basata su la mappa dettagliata delle zone riflesse localizzabili sul piede umano.

A cosa serve la riflessologia plantare e quali benefici apporta?

La riflessologia plantare offre diversi benefici e può essere usata in tante diverse situazioni. Sottoporsi regolarmente a questo trattamento da parte di un esperto è utile per rilassarsi, depurarsi, migliorare la circolazione linfatica e sanguigna, combattere i dolori, riequilibrare l’energia vitale del corpo.

Ogni punto del piede riflette una zona del corpo e massaggiando l’area corretta è come se andassimo ad agire direttamente su quell’organo o apparato. Si combinano così i benefici del massaggio con l’invio di impulsi nervosi in determinate zone riflesse presenti sulla pianta e il dorso dei piedi.

La riflessologia plantare tende al miglioramento in 3 ambiti principali: congestione, infiammazione e  tensione. L’obiettivo è quello di eliminare gradualmente durante le sedute queste condizioni spesso interconnesse riuscendo a ripristinare l’equilibrio del corpo.

Grazie ai vantaggi che offre, la riflessologia plantare è indicata per i dolori più comuni come ad esempio: mal di schiena, mal di testa, stati di tensione generale, problemi alle articolazioni.
Il massaggio riflessologico del piede è un’ ottimo strumento per smettere di  fumare o per aiutarsi durante episodi d’insonnia.
Si riescono a combattere problemi quali cistiti, cellulite, stress, crampi , artrosi e ansia.

La mappa del piede nella riflessologia plantare 

Sotto la pianta del piede, ma anche in alcune zone del dorso, è disegnata una sorta di mappa che gli operatori di riflessologia conoscono e alla quale si riferiscono per poter effettuare i loro trattamenti.

Il piede è il microcosmo su cui è proiettato l’intero organismo. Questo vuol dire che secondo la riflessologia del piede, sulla pianta si possono localizzare gli organi: se unite i vostri piedi, i due alluci rappresentano la testa e scendendo lungo  il piede via via si scende lungo il corpo.

 

Ad esempio, la parte centrale che unisce i due piedi rappresenta la nostra spina dorsale e massaggiando un punto in quella zona specifica si massaggia un punto preciso della schiena, sciogliendo tensioni ed eventuali contratture.

La riflessologia constata che il piede destro corrisponde alla parte più razionale di noi, mentre il piede sinistro corrisponde all’irrazionale, all’affettività, all’istintività. Si deducono alcune interessanti considerazioni , se una persona è affetta da alluce valgo più marcatamente nel piede sinistro significa che ha problemi di tipo affettivo; se nel piede destro vuol dire che è gravata da problemi di tipo razionale.

Chi ha il secondo dito del piede sinistro più lungo dell’alluce, vive in modo iperattivo, con emotività.

Alcune regole per la salute del piede

La riflessologia plantare contempla diverse indicazioni per quanto riguarda il benessere del piede e della persona: si dovrebbero evitare pediluvi troppo caldi e il frequente uso di tacchi alti.

E’ consigliabile  inoltre modificare spesso le calzature che si indossano.
Consigliato un pediluvio quotidiano, insieme a saponi neutri e prodotti specializzati, sali profumati ed oli essenziali.

La riflessologia plantare e la menopausa

La menopausa è un passaggio naturale nella vita della donna, da accogliere con serenità.
Per alleviare alcuni disturbi correlati alla menopausa la riflessologia plantare può rappresentare un valido aiuto.

Essendo una fase della vita femminile molto delicata che alcune donne la vivono con preoccupazione e non sempre viene vissuto in modo indolore, sia a livello chimico, sia fisico e anche psicologico. Con la caduta ormonale e la progressiva riduzione degli estrogeni porta irregolarità mestruale fino all’amenorrea.

La riflessologia plantare può accompagnare questo cambiamento riducendo sensibilmente i disturbi che si manifestano.

Menopausa e salute ormonale: scopri come prevenire l’insorgenza di patologie estrogeno-dipendenti

Riflessologia plantare sedute e durata del trattamento

I trattamenti di riflessologia plantare raggiungono di solito il numero di 3 o di 12 sedute a seconda delle necessità e della risposta personale del ricevente il massaggio.

La durata del trattamento va da un minimo di 45 minuti ad un massimo di 60.
Si consiglia una frequenza settimanale di 1 o 2 volte alla settimana, con un numero di cicli annuali da concordare con l’operatore.

Prenota ora il trattamento di riflessologia plantare

Il nostro operatore olistico è a disposizione per effettuare trattamenti su prenotazione.


Tiziana Aymerich Y Fort
Operatore di Bars Access Consciousness
Terapista Idrocolon, Floriterapeuta, Cristalloterapeuta, Cromoterapeuta
Esperta in riflessologia plantare
 e Master Reiki

Riferimenti:  Terapie naturali, riflessologia plantare, massaggio terapeutico
Redattore: Tiziana Aymerich


March 4, 2020 ArticoloEveryday Life

 

Quanto è importante valutare la salute ormonale?

Se non lo avete ancora fatto, leggete prima il nostro articolo sulla salute ormonale di uomini e donne

Stili di vita scorretti, momenti particolari della vita (come ad esempio la menopausa) o semplicemente l’avanzare dell’età possono mettere l’organismo in una situazione di squilibrio metabolico nella produzione ormonale e nelle principali funzioni dell’organismo.

Per ripristinare l’equilibrio è consigliato intervenire in modo mirato e personalizzato verificando il proprio stato di salute ormonale attraverso la raccolta di una gamma di ormoni, analizzandone in modo preciso il loro dosaggio per poter fornire consigli mirati e su misura.

La determinazione dei livelli ormonali è di fondamentale importanza per lo studio di numerosi processi fisiologici.
Con l’esame della valutazione ormonale è possibile effettuare questa analisi direttamente su saliva, in modo semplice, affidabile e non invasivo.

Quali sono gli ormoni che vengono analizzati?

DHEA-Solfato, l’ormone della giovinezza

Il DHEA-Solfato è il precursore degli ormoni sessuali maschili (testosterone) e degli ormoni sessuali femminili (estradiolo) ed è considerato l’ormone della giovinezza, in quanto il suo livello cala naturale con l’avanzare dell’età.
Se si riscontrano valori alterati di questo ormone si potrebbe essere di fronte e un indice di invecchiamento precoce.

Maggiore è il livello del DHEA-Solfato e più è alta la carica ormonale.

Questo test è consigliato a chi presenta le seguenti caratteristiche:

  • comparsa precoce di rughe
  • scarsa reattività muscolare
  • aumento della massa grassa


Estradiolo

L’estradiolo è il principale ormone prodotto nella donna in età fertile, ma è un prodotto in quantità minore anche nell’uomo.

La valutazione di questo ormone è consigliata a chi presenta i seguenti disturbi:

  • calo del desiderio
  • dolori articolari
  • eccessiva ritenzione di liquidi
  • pettorale poco tonico o cadente nell’uomo
  • aumento del girovita

Progesterone, per le donne in cerca di una gravidanza

Sempre per quanto riguarda le donne, il progesterone risulta essere un buon indicatore di un ciclo mestruale regolare in età fertile, ma è utile testarlo a qualsiasi età. Diventa fondamentale il suo dosaggio in donne alla ricerca di una gravidanza.

Il test è consigliato a tutte le donne che presentano le seguenti caratteristiche:

  • alterazione del ciclo mestruale con ciclo irregolare, doloroso e/o molto abbondante
  • sindrome premestruale caratterizzata da tensione, irascibilità, attacchi di panico, disturbi del sonno, gonfiore premestruale, emicrania mestruale
  • pubertà precoce
  • cambiamenti repentini dell’umore e molto evidenti

Estradiolo e progesterone vanno testati insieme se ci sono problemi relativi alla sindrome premestruale.

Testosterone, l’ormone maschile 

Il testosterone invece, è l’ormone maschile che sovraintende alla funzione sessuale e all’equilibrio metabolico dell’uomo, anche se è presente in minor quantità anche nelle donne.

La sua misurazione è utile per la valutazione ormonale in sportivi, atleti o nelle terapie antiaging.

Il test è consigliato a tutti coloro che soffrono dei seguenti disturbi:

  • calo del desiderio sessuale o disfunzione erettile
  • negli uomini con ginecomastia e/o fianchi larghi
  • diminuzione della massa muscolare e/o calo della performance negli sportivi
  • perdita di capelli (anche nelle donne)
  • nelle donne con irregolarità del ciclo mestruale e con eccesso di peluria

 

Come viene fatto il test?

Il test di questi ormoni viene fatto attraverso la saliva. Ogni ormone richiede l’uso di una salivetta.
Per quanto riguarda l’esame del DHEA-Solfato è necessario masticare la salivetta al risveglio (intorno alle 7.00 / 8.00 del mattino) mentre per gli altri test menzionati sopra si può procedere con la raccolta della saliva in qualsiasi momento della giornata.

 

 

Per info:

telefono  +39 02 5830 0445

e-mail  segreteria@imgep.com

 

Riferimenti:  ormoni salivari, testosterone, ormoni femminili, gravidanza, salute ormonale
Redattore: Dott. Gabriele Coppo

 

 



Perché è importante valutare la condizione di salute ormonale?

La condizione di salute ormonale di uomini e donne si può valutare con un semplice test.
Oggi è possibile prevenire l’insorgenza di patologie estrogeno dipendenti (come il tumore al seno o quello alla prostata) valutando il dosaggio di due ormoni presenti sia nell’uomo che nella donna.

Il tumore al seno: quali sono i fattori di rischio più comuni?

Il fenomeno della diffusione dei tumori è in parte dovuto agli stili di vita moderni.
Negli ultimi anni, infatti, i casi di tumore al seno nelle donne sono arrivati a rappresentare il 22,9% di questa categoria ed il 16% di tutti i tumori femminili.  

Tra i fattori di rischio di tumore al seno più comuni troviamo:

  • predisposizione genetica
  • pregresso tumore al seno
  • aumento di peso dopo la menopausa
  • aumento del volume del seno dopo la menopausa
  • aumento della densità mammaria (in presenza o meno di noduli)
  • menarca precoce (prima dei 12 anni) o menopausa tardiva (oltre i 52 anni)
  • uso prolungato di contraccettivi, per un periodo maggiore di 10 anni

Il tumore alla prostata e i fattori di rischio per l’uomo

Anche gli uomini producono estrogeni e lo fanno grazie all’azione di enzimi aromatici presenti nel fegato.

L’aumento degli estrogeni nell’uomo e il relativo calo di testosterone è quindi indicativo di cambiamento biologico e di salute ormonale della prostata.

Nell’uomo un eccesso dell’ estrone 16 a scapito di estrone 2 è predittivo di ipertrofia prostatica.

Tra i fattori di rischio di tumore alla prostata più comuni troviamo:

  • prostata ingrossata
  • PSA alterato
  • familiarità per tumore alla prostata

Come posso fare prevenzione?

Terapie naturali ed un corretto stile di vita possono diminuire il fattore di rischio, ma è possibile valutare la condizione di salute ormonale di uomini e donne con un semplice test.

L’esame Estro-Profile è un test di laboratorio su urine, consigliato a uomini e donne e che permette di effettuare il dosaggio di due tipi di ormoni, l’Estrone 2 (2-OHE1) e l’Estrone 16 (16-OHE1).
La presenza di un alterato equilibrio tra questi due ormoni rappresenta un fattore di rischio.

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Riferimenti: estrogeni, tumore al seno, menopausa, prostata, tumore alla prostata
Redattore: Dott. Gabriele Coppo

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