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April 16, 2015 Newsletter

Fino ad oggi abbiamo sentito parlare di padiglioni, cluster, enogastronomia e tanto altro. Ma di certo non avevamo ancora sentito parlare di Tavoli Tematici. Questa iniziativa nasce nell’ormai lontano 2010 in chiara previsione dell’evento milanese per dare la possibilità a startup e piccole imprese di presentare proprio progetti ad una vasta platea di colleghi, aziende ed istituzioni.

Non si parlerà solamente di gastronomia ma anche di tanto altro, tra cui un aspetto che per definizione è legato all’alimentazione: salute e prevenzione.

Come oramai tutti ben sappiamo, Expo Milano 2015 è l’esposizione universale basata sull’alimentazione sana e genuina della quale tutti possono godere. Ma davvero proprio tutti? Del resto non è un segreto che, al giorno d’oggi, il numero di patologie legate all’alimentazione, quali intolleranze e allergie, è in continuo aumento tra i più o meno giovani. Cosa fare dunque? Expo 2015 ha dato il via ad un’iniziativa unica nel suo genere, che prevede un percorso formativo per il visitatore durante tutto l’arco dell’evento.

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February 20, 2015 NewsletterRASSEGNA STAMPA
Vi presento la nuova rubrica che terrà il Prof. Di Fede sulla rivista Italia a Tavola. Parlerà di salute e benessere, alimentazione e nutrigenomica. Il primo articolo tratta una delle intolleranze che colpisce maggiormente la popolazione mondiale: l’intolleranza al lattosio
La diagnosi di intolleranza al lattosio, si può fare sin dai primi giorni di vita, grazie alle nuove procedure diagnostiche; i vantaggi del risultato corrispondono a benefici in termini di salute da parte del paziente

Il latte è un componente fondamentale della dieta dei Paesi occidentali e la sua tollerabilità da parte dei diversi individui non è assoluta. Alcuni soggetti suscettibili dopo l’introduzione di latte, in forme diverse, lamentano la comparsa di sintomi addominali che scompaiono con l’astensione dall’assunzione dell’alimento stesso e la cui intensità generalmente varia in funzione della quantità di latte assunto configurando il quadro di intolleranza al lattosio o deficit di lattasi, l’enzima che serve alla digestione del lattosio stesso.

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December 18, 2014 Newsletter

Questi auguri sono dedicati a…
chi trova un valido motivo per alzarsi al mattino
e se non c’è lo crea con l’immaginazione.
A chi crede in sé e non dimentica di credere negli altri.
A chi ascolta la propria voce interiore
e la manifesta, oltre il brusio e il grigiore del mondo.
Agli entusiasti, ai tenaci, ai caparbi
e a chi non si arrende nonostante le prove.
A chi tende la mano senza interessi
e chi, nonostante le ingiustizie,
è il primo a far bene e a cambiare le cose.
A voi è dato di governare le leggi del mondo,
perché se esiste una Via, la troverete,
se non esiste, la immaginerete quel tanto che basta
per trasformarla in realtà.
A voi, dedico un sogno,
piccole parole, piccole cose.
Stephen Littleword



November 23, 2014 Newsletter

Questa è una bellissima intervista fatta al Prof. Giuseppe Di Fede pubblicata su Orizzonti

«Sono nato a Piazza Armerina – dice sommessamente il dott. Giuseppe Di Fede – ma la mia famiglia è originaria di Aidone». Una città particolare, questo piccolo centro in provincia di Enna a quasi mille metri sul livello del mare; cinquemila abitanti, un centro storico bellissimo, una straordinaria terrazza che s`affaccia sulla Piana di Catania e su «Mungibeddu», il vulcano dei siciliani. Quello che quando è in eruzione dà sempre spettacolo di lava e lapilli. Nelle sere d`estate, dal belvedere di Aidone, l`Etna ce l`hai tra le mani. Sembra la testimonianza vivente di quanto autentiche siano quelle antiche stampe che raffigurano il monte  visto da lontano con alte fontane di fuoco rosso.

Da Aidone, il piccolo Giuseppe Di Fede partì ancora bambino. «Mio padre, Aurelio, era il barbiere del paese – dice, con tenero affetto, il nostro –  mia madre, Graziella Pellegrino, era casalinga. Con la mia sorellina, Maria Rosa, vivevamo coi nonni materni, Maria Lauri e Sebastiano Pellegrino. La mia famiglia, assicurandomi un totale sostegno, mi ha permesso di imparare un mestiere e avere rispetto per gli altri».

La storia dunque parte da Aidone, da un barbiere che decide di dare una svolta alla sua vita ed alla sua famiglia. Che parte, come tanti partirono tra gli anni Sessanta e i Settanta, alla volta delle città industriali del Nord. Avrà pure deluso i suoi clienti più affezionati (e sì, in Sicilia il barbiere, il medico e il macellaio non si cambiano mai) ma il barbiere Aurelio Di Fede, con quella scelta, lanciò una freccia sul futuro, E questa freccia si chiama Giuseppe.

A Milano, Giuseppe conclude gli studi dell`obbligo e si iscrive ad un corso di odontotecnici, subito inizia a lavorare, mentre ancora frequenta il corso che lo qualificherà tecnico dentista; lavora di giorno e studia la notte. Ma Milano è una grande città e a Giuseppe, ancora adolescente, lo studio e il lavoro non bastano. Ci sono gli amici, c`è lo sport, si appassiona di karatè e vince: vince anche gare nazionali.

«Anche lo sport è stato importante per me – dice – mi ha dato sicurezza, autostima, determinazione e rispetto delle regole. Raggiungere un traguardo, avere degli obbiettivi, per me è stato ed è sempre importante. Anche i miei genitori lo hanno avuto: il loro traguardo siamo stati noi figli.  Così mi hanno trasmesso il senso del dovere e la necessità di porsi, nella vita, degli obbiettivi».

L`intervista di Orizzonti, fa fermare per qualche istante il ritmo frenetico del giovane medico, ormai milanese d`adozione, e lo fa tornare indietro nei ricordi. Una pausa dolce e salutare:

«Ho avuto poche occasioni per ritornare in Sicilia e rivedere i miei zii. Il tempo era poco davvero. Ma le volte che lo facevo, ricevevo un affetto forte come se fossi stato sempre in Sicilia, come se non fossi andato mai via».

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October 1, 2004 Newsletter
a cura del Dott. Mauro Cucci
Medico chirurgo Specialista in Neuropsichiatria Infantile.
Iscritto nelle liste CTU Del Tribunale di Milano Psicoterapeuta
Le origini della concezione che in occidente tenta di considerare il corpo e la mente come due entità separate sono molto antiche e si possono far risalire almeno alla filosofia greca. Infatti già Platone, superando la visione omerica per la quale l’anima rappresenta l’aspetto vitale del corpo, concepisce, con la sua “logica disgiuntiva”, la divisione tra il positivo, collocato nel cielo (l’Iperuranio) e sede di ogni valore e il negativo collocato sulla terra, laddove la materia è un ostacolo all’acquisizione della verità.Nonostante il tentativo aristotelico di riunificate il concetto di corpo-mente il dualismo, spesso conflittuale, di questi due aspetti dell’essere umano, ritroverà forza e forse definitiva affermazione con il radicarsi in occidente della traduzione giudaico-cristiana per la quale la debolezza della carne e la sua mortalità sono contrapposte alla purezza dello spirito e all’immortalità di questo.
Riprendendo questo dualismo, e spogliandolo di significati mistico religiosi, Cartesio elabora i concetti di “Res Extensa” (il corpo come oggetto biologico) e di “Res Cogitans” (l’anima che, sottratta ad ogni influenza corporea, diventa puro intelletto).
Sulla base di questi assunti si sono sviluppate sia le discipline medico-biologiche che la maggior parte delle dottrine psicologiche attualmente riconosciute e a nulla valsero i timidi tentativi messi in atto dallo stesso Cartesio di mediare questo dualismo esasperato introducendo il concetto di “ghiandola pineale” come entità mediatrice fra corpo e mente.

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Speculare e per certi aspetti antitetico è stato invece lo sviluppo della concezione dell’essere umano in oriente. Sia “l’Ortodossia Confuciana” che il “Pragmatismo Taoista” considerano il vivente, nella totalità dei suoi aspetti, come un componente dell’universo, completamente integrato in esso e quindi assoggettato alle stesse regole. Il concetto di buona salute, inteso come benessere globale, è quindi visto come il perenne tentativo di assoggettarsi alle leggi che governano i grandi fenomeni naturali creando una armonica continuità tra la natura che ci circonda, il “macrocosmo” ed il nostro essere, il “microcosmo”.Tao significa appunto “la Via dell’Armonia”.
Questa visione della vita non pretende in alcun modo di ignorare l’unicità dell’individuo, ma considera indispensabile l’integrazione ai massimi livelli fra questo e l’ambiente che lo circonda. E’ evidente quindi che, partendo da questi presupposti, non è possibile disgiungere alcun aspetto della vita dal resto e che quindi il problema della divisione tra corpo e mente, per la cultura orientale non si pone neanche. Ogni perturbazione, ogni cambiamento che allontani l’individuo dalla condizione di benessere globale si ripercuoterà in tutto il sistema e sarà in grado di produrre effetti percepibili (segni e sintomi) in ogni ambito organico, psico-emozionale, sociale ecc.La sempre maggiore diffusione della medicina orientale in occidente ha reso indispensabile un confronto che spesso si è rivelato poco sereno e ancor meno costruttivo. Le reciproche accuse di ascientificità da una parte e di eccessiva rigidità dall’altra non hanno certo favorito la ricerca di un terreno comune di dialogo e collaborazione verso un obiettivo che dovrebbe essere condiviso da chi pretende di occuparsi del benessere dei propri simili.
Il tentativo di trovare un linguaggio comune con il quale confrontarsi sul tema del dualismo-unicità corpo-mente sembra non essere ancora maturato sufficientemente tra i sostenitori delle due culture allontanando così il tempo in cui queste due correnti di pensiero, entrambe ormai millenarie, possano finalmente capirsi, rispettarsi e, al meglio, integrarsi.

I tentativi di maturare questo processo sono rarissimi e provenendo per lo più dal versante della medicina orientale vengono generalmente ignorati dal mondo accademico occidentale. Eppure, abbandonando le posizioni di principio non dovrebbe essere difficile accorgersi che, nella storia della cultura occidentale, si ritrovano numerosi spunti di riflessione che dimostrano l’incompletezza della visione dualistica. Già citate le posizioni aristoteliche e i tardivi dubbi cartesiani si possono ricordare gli studi sull’isteria di Freud, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, che dimostrarono come problemi psico-emozionali potessero provocare imponenti sintomatologie organiche.

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D’altronde, ad ulteriore dimostrazione che la separazione tra mente e corpo non sia sostenibile, contribuisce anche la definizione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato del concetto di Salute nel 1948: “un completo stato di benessere psichico, fisico e sociale e non solamente un’assenza di malattie e menomazioni”.Negli ultimi decenni all’interno della medicina occidentale sono nate correnti di pensiero che ambiscono a percorrere la via dell’unicità dell’essere umano superando la visione dualistica. Menzione particolare meritano a questo riguardo la “medicina psicosomatica e la PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia), che cogliendo e dimostrando le strette connessioni fra i vari aspetti della nostra vita concorrono a dimostrare l’impossibilità di continuare a considerarci come costituiti a compartimenti indipendenti.La riscoperta occidentale dell’unicità mente-corpo, posto che venga generalmente accettata in occidente, apre la strada verso la costruzione di un approccio condiviso fra due culture che sono, per la loro collocazione storica, patrimonio dell’umanità intera e che può dare nuove risorse alla sfida forse più importante che un essere umano ha di fronte: la tutela della propria salute.

 


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