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January 30, 2020 Eventi

Abbiamo il piacere di invitarvi alla giornata formativa che si terrà

Sabato 8 febbraio 2020
Presso il Grand Hotel Tiziano di Lecce 

L’evento ideato ed organizzato da:

IMBIO Istituto di Medicina Biologica di Milano in collaborazione
con il Centro Diagnostico Radiologico San Marco di Cellino San Marco (BR)
ed il Laboratorio di analisi cliniche Mater Gratie di Squinzano (LE)

è gratuito con registrazione obbligatoria.

Tutti i partecipanti avranno diritto a 30 ECM
con l’iscrizione gratuita al corso Fad in Medicina Integrata. 

Per partecipare è possibile effettuare la registrazione via mail scrivendo a corsi@imbio.it

 



Pancia gonfia, stipsi o colite, rinite, orticaria e dermatite, sembra ormai essere la regola in questo periodo dell’anno.
Sono sintomi da ricondurre a reazioni allergiche, o a intolleranze alimentari caratteristiche di questa stagione.
Spesso gli esami specifici per la ricerca della allergie tradizionali non danno una risposta.

E se si trattasse di reazioni allergiche ritardate causate da intolleranze alimentari?
Spesso sono dovute ad accumulo di sostanze liberatrici di istamina o contenenti istamina ( sostanza che crea i sintomi delle allergie). I sintomi e le reazioni sono sovrapponibili nei due casi, ma la diagnosi si basa su test diversi.

Un prelievo di sangue per eseguire il test ALCAT®, ci aiuterà a scoprire quali alimenti o conservanti alimentari sono causa di reazioni infiammatorie da cibo, che causano reazioni istaminiche con i relativi sintomi.
Una volta individuato il gruppo di alimenti, il medico o biologo specialista in alimentazione ed esperto di gestione delle intolleranze alimentari, sarà in grado di consigliare un programma alimentare adeguato, con esclusione in una prima fase degli alimenti risultati positivi al test, seguita da una seconda fase di reintroduzione degli alimenti esclusi a rotazione, in modo da non sovraccaricare l’organismo di istamina.

I benefici di un programma alimentare ad esclusione degli alimenti reattivi e successiva reintroduzione, sono molti, inizialmente si perdono liquidi in eccesso, poi si verifica un moderato calo di peso, migliora la reattività globale dell’organismo ritrovando l’energia persa, ma soprattutto si ha un miglioramento complessivo dei sintomi allergici.
Sotto la guida esperta di un medico o biologo nutrizionista è possibile proseguire il programma alimentare anche oltre il periodo delle allergie, per mantenere i benefici ottenuti in precedenza.

Guarire dalle intolleranze alimentari è possibile seguendo un programma nutrizionale adeguato e specifico per le proprie esigenze e problematiche allergiche o da intolleranze.

Per ricevere maggiori informazioni:
segreteria@imgep.com
Tel. 02 5830 0376


Un nuovo studio, presente su PUBMED e pubblicato a Marzo su Alternative Therapies in health and medicine, correla un risultato positivo del test ALCAT® agli zuccheri fruttosio, canna da zucchero barbabietola da zucchero, alla mutazione del gene TCF7L2, legata all’insulino-resistenza e alla predisposizione al diabete di tipo II.

La resistenza all’insulina (RI) è definita come l’incapacità di una quantità nota di insulina esogena o endogena di aumentare l’assorbimento e l’utilizzo del glucosio. Diversi meccanismi sono stati proposti come possibili cause alla base dello sviluppo della RI e della sindrome RI. La resistenza insulinica fa parte di un gruppo di anomalie metabolico-cardiovascolari comunemente note come “Sindrome metabolica”. Essa può portare allo sviluppo di diabete di tipo 2, aterosclerosi, ipertensione, dismenorrea, irsutismo e sindrome dell’ovaio policistico, a seconda del background genetico del singolo individuo. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare, in 123 donne e 35 maschi (età media, 42 y ± 10.3, range 19-75 y) volontari se la resistenza insulinica potesse essere in parte correlata ad un’intolleranza allo zucchero nella dieta e se ci potesse essere una correlazione tra il test di intolleranza ALCAT e una mutazione del gene TCF7TL2 . Tale gene promuove infatti la trascrizione del proglucagone e svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle isole di Langherans. I risultati hanno evidenziato, in maniera statisticamente significativa, che i soggetti con intolleranza allo zucchero presentano anche un’alterazione (completa o parziale)  del gene TCF7TL2. Sulla base di questi risultati, il nostro studio ha dimostrato che esiste una correlazione clinica tra il test di intolleranza alimentare ALCAT e la resistenza insulinca. La positività al test ALCAT di uno degli zuccheri testati (fruttosio, canna da zucchero e barbabietola da zucchero) indica, nella maggior parte dei soggetti, la presenza di una mutazione del gene TCF7L2 e potrebbe contribuire alla prevenzione e al trattamento della RI.

Leggi l’articolo originale su Pub Med

Altern Ther Health Med. 2019 Mar;25(2):22-38.

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