Articoli

Tutto sul nostro settore


May 23, 2015 Newsletter

“Zero” è un nuovissimo progetto editoriale, la prima rivista dedicata esclusivamente alle intolleranze alimentari, alle allergie, allo stress e a tutti i disturbi legati all’alimentazione.

La rivista nasce come naturale estensione del blog curato da Tiziana, dei libri scritti in collaborazione con il Prof.Di Fede e, infine, del programma TV “La salute vien mangiando”; è una nuova occasione per promuovere la cultura alimentare, con un occhio di riguardo alle intolleranze e alle allergie, in particolare a glutine, lattosio, nichel e lieviti.

L’occhio, anzi gli occhi, che studiano e analizzano, sono occhi esperti, preparati e professionali. Occhi di medici specialisti: allergologi, dietologi, dermatologi, gastroenterologi e pediatri. Insomma, un comitato medico di tutto rispetto che garantisce la validità scientifica dei contenuti della rivista.

E, poi, va beh, non possono mancare le ricette che sono utili a chi ha questo problema. Vengono presentate le preparazioni  che straordinari chef di altissimo livello hanno pensato per questo progetto. Tante ricette originali e gustose con zero glutine, zero lattosio, zero nichel, zero lieviti; inoltre, ricette vegan style, finger food e tanti consigli su come preparare pane e pizze speciali.

Non solo, l’esperienza culinaria si arricchisce con numerosi “focus” su cereali, farine, spezie, ingredienti speciali e alternativi. In più, abbiamo voluto pensare proprio a tutti, anche a chi non ha tanta dimestichezza con i fornelli: abbiamo “allestito” una speciale scuola di cucina. Tutti, così, avranno modo di apprendere come cucinare piatti prelibati, gustosi e unici con “zero problemi”.

Che cosa troverete, quindi, nelle pagine di “Zero”? L’obiettivo della rivista è creare benessere e salute. Ci saranno, perciò, tantissime rubriche con risposte mediche, ricette e diete specifiche. Avrete modo di leggere utilissimi approfondimenti di medici e specialisti del settore, testimonianze di persone più o meno note che convivono con un’intolleranza o allergia alimentare e trucchi culinari di chef e intenditori. Troverete descrizione di sintomi, diagnosi e terapie che vi aiuteranno a riconoscere il tipo di disturbo di cui soffrite e come affrontarlo nel modo migliore. L’attenzione è rivolta non solo al corpo ma anche alla mente, reciprocamente connesse, nelle pagine trovano spazio anche consigli di personal trainer e psicologi.

Insomma, avrete tra le mani una mappa per orientarvi verso una corretta alimentazione nella quotidianità, ma anche in altre situazioni come in viaggio o al supermercato, cercando di coprire ogni aspetto della vita e il tutto supervisionato dal Comitato Scientifico diretto dal Prof. DI Fede

Vi aspetto, quindi, in edicola dal 28 maggio..

 



April 1, 2015 Newsletter

E’ meglio mangiare pasta o riso?? La pasta ha un contenuto calorico leggermente superiore, è più ricca di lipidi, proteine e fibre mentre è più povera di acqua e carboidrati. Il riso avendo un contenuto proteico inferiore alla pasta, ha un indice chimico superiore che lo rende sotto questo punto di vista equivalente, se non addirittura superiore alla pasta.

Stabilito che mangiare riso fa bene bisogna imparare a cuocerlo!

La cottura del riso è la base per ottenere un risotto eccezionale ed è una delle cose più difficili da fare in cucina. Ci sono tante piccole regole da imparare e qualche suggerimento da seguire per ottenere un piatto perfetto.

Ve ne do 5 di suggerimenti che spero possiate trovare utili:

  • sappiate che per cuocere bene il riso è necessario curarlo, mescolare e aggiungere l’acqua o il brodo al momento giusto e poco a poco. Tuttavia, per chi ha pochissimo tempo a disposizione, suggerisco di provare la pentola pressione. Onestamente la trovo molto comoda: poco tempo (circa 5 minuti) e senza sforzo (potete lasciare anche il riso a se stesso, ci penserà la pentola a cuocerlo). Una soluzione molto pericolosa, però, in termini di resa della cottura. Ci vogliono diversi tentativi per capire gli esatti tempi di cottura e di liquido da inserire in pentola. Insomma, è un metodo da utilizzare solo in caso di necessità e dopo averci preso la mano.
  • altro aspetto da considerare è la qualità del riso, dalla quale dipende non solo il gusto finale del vostro piatto ma anche i tempi di cottura. Controllare i tempi sulla confezione è d’obbligo. Dovete considerare, però, anche un altro aspetto: da quanto tempo avete il riso in dispensa. Se il riso è vecchio, può richiedere un po’ più tempo per cuocere perché una parte dell’umidità in esso contenuta è evaporata.
  • mantecate il riso con olio o formaggio a fuoco spento senza esagerare nel mescolare. Evitare di girare il riso ossessivamente è un suggerimento che vale anche durante la fase di cottura, più lo girate, più la consistenza finale apparirà collosa, perché girando il riso disperdete l’amido. Per questo è importante stare attenti che ci sia sempre abbastanza brodo, non distraetevi e aggiungetelo quando vedete che si sta asciugando, altrimenti il riso si brucerà. Questo è un altro punto a favore della cottura del riso con la pentola a pressione, dove per la natura stessa della pentola, non è possibile intervenire sul riso, che per forza resterà immobile durante tutta la cottura.
  • Per ottenere un risotto “professionale” non dovete tralasciare la tostatura del riso. Buttate il riso sopra il soffritto e fatelo tostare per massimo un minuto. Quando vedete che cambia colore, lo avete tostato alla perfezione e potete farlo sfumare e aggiungere il brodo per la cottura.
  • Infine, un suggerimento che non sempre è preso in considerazione ma che vi assicuro è in grado di modificare il sapore del risotto: lasciatelo riposare qualche minuto prima di servirlo.


February 5, 2015 NewsletterRASSEGNA STAMPA

Intervista a Tessa Gelisio in cui si parla di alimentazione sana e intolleranze alimentari,l’importanza di scegliere ingredienti di qualità, cibi freschi, biologici e di stagione.

Il suo nuovo approccio alla cucina, scaturito dalla collaborazione con il Prof. Giuseppe Di Fede e dal loroprogetto comune, un libro di ricette dall’emblematico titolo “ Cotto e Mangiato: le ricette per stare bene”.

Ricette gustose e colorate che rispettano quelle che sono le esigenze nutrizionali di chi soffre di intolleranze alimentari e mantengono il non sempre facile equilibrio, tra buono e sano.

scarica il pdf 4@vsb03intervista



January 31, 2015 Newsletter

Anche quest’anno l’Associazione “Il Mondo delle Intolleranze” sarà ospite di Identità Golose, il primo congresso italiano di cucina e pasticceria d’autore , giunto sua alla XI edizione, che celebrerà “ Una sana intelligenza” e organizzato dal suo ideatore Paolo Marchi e da Magenta Bureau.

Durante i tre giorni della manifestazione l’Associazione dedita alla promozione della cultura alimentare ed in particolare delle problematiche di intolleranze alimentari , con il supporto di medici, aziende e professionisti del settore, risponderà in modo esaustivo alle sempre più frequenti domande di coloro che soffrono si disturbi causati dalle intolleranze alimentari e che spesso, per mancanza di informazioni sanno che le cause del loro malessere sono proprio nella loro alimentazione.

Le intolleranze alimentari sono una reazione avversa dell’organismo a determinati cibi e si manifesta quando l’organismo ha perso parzialmente o totalmente la capacità di digerire una determinata sostanza. Altro scopo dell’Associazione, è quello di divulgare la problematica  e di coinvolgere, coloro che ancora non ne sono a conoscenza, dell’esistenza di questa tematica

Anche quest’anno i visitatori troveranno allo stand i due libri scritti da Tiziana Colombo, dal titolo uno “Nichel. L’intolleranza? La cuciniamo!” l’altro “Lattosio. L’intolleranza? La cuciniamo!” in cui oltre ad essere scritte ricette per unire la salute al gusto sono scritti consigli utili per combattere le intolleranze e vivere con serenità a tavola.

Grazie all’impegno di IMGEP anche quest’anno avremo l’opportunità di chiedere ai nutrizionisti presenti qualche consiglio sulla sana alimentazione e benessere quotidiano. Non solo potranno conoscere i numerosi vantaggi di Alcat Test

Ma troverete tantissime novità tra le quali la nuovissima rivista in uscita “Zero” dedicata a salute e benessere in cucina e “Personal Food” l’utilissimo software che aiuterà gli chef e gli addetti alla ristorazione.

Vi aspettiamo a Identità Golose domenica 08, lunedì 09 e martedì 10 febbraio 2015 – dalle 9.30 alle 18.30!!!

scarica il programma



January 8, 2015 Newsletter

Arrivano le feste natalizie e la sana alimentazione passa in secondo piano: cenoni e abbuffate diventano il tema principale per due settimane. Un’alimentazione ricca di zuccheri e grassi rischia di rovinare quello che di buono è stato raggiunto con sacrifici dopo le vacanze estive.

A questo punto diventa fondamentale rimettersi in carreggiata, cambiando lo stile alimentare e magari facendo un po’ di movimento in più. Innanzitutto è importante drenare e basificare: gli eccessi delle feste rendono l’organismo incline ad intossicarsi e soprattutto ad acidificarsi.

Ed è a questo punto che scendono in campo frutta e verdura, ricche di antiossidanti, vitamine e sali minerali, essenziali per depurare l’organismo e permettere al corpo di smaltire le tossine accumulate. Si parla di 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura, quantità neppure minimamente sfiorate durante le festività. Possono tornare utili nei periodi post abbuffate anche le tisane, per esempio al finocchio o al tarassaco, per drenare le scorie e favorire la diuresi. È consigliato berle durante la giornata o la sera e soprattutto evitando di aggiungere zucchero.

Proprio la riduzione degli zuccheri serali permette all’organismo di perdere quei chili di troppo accumulati con le feste. Una cena a base di pesce (meglio se non di allevamento in quanto ricco di mangime poco sano per l’organismo e povero di omega3) o di carne bianca magra, accompagnato da un contorno di verdura è sicuramente l’ideale per chi vuole rimettersi in linea e che soprattutto ci tiene a mangiar sano. Se proprio non si riesce a resistere ai carboidrati, un giusto compromesso potrebbero essere quelli a basso indice glicemico.

Farro, orzo, quinoa, riso rosso o riso venere sono l’ideale, oltre ad avere un’elevata capacità saziante, sono ottimi per creare gustose ricette, senza per questo intaccare troppo l’aumento di peso e soprattutto la salute. Le feste rappresentano un momento di incontro e felicità ma attenzione a non invitare al ballo anche la candida ed altre specie micotiche o batteriche. È opportuno non eccedere con gli zuccheri, terminato il periodo critico una sana e varia alimentazione associata ad una corretta ed efficace terapia a base di fermenti, permette all’organismo di ripristinare la permeabilità intestinale e trarre giovamento per tutto il corpo. Se siete tra coloro che manifestano sintomi specifici dopo un eccesso di zuccheri e lieviti (perdite bianche con pruriti, gonfiore addominale, candida, stipsi e flatulenza, cistite, solo per citarne alcuni), è possibile che siate intolleranti a zuccheri, lieviti o farine raffinate.

Un test per la ricerca di intolleranze alimentari può aiutarci a scoprire se questi alimenti sono “pericolosi” per il nostro organismo. Il test ALCAT è il test indicato per la ricerca di intolleranze alimentari.



December 9, 2014 Newsletter

Esistono due tipi di farina bianca in commercio, la farina di tipo “0” e quella di tipo “00”.

La farina bianca costituisce la base di tutti i prodotti industriali raffinati, è causa di aumento della glicemia e di conseguenza di un incremento dell’insulina (ormone che regola la glicemia nel sangue, prodotto dal pancreas) e col tempo porta ad un eccessivo accumulo di grassi depositati e al conseguente indebolimento dell’organismo, il quale diventa maggiormente esposto ad ogni tipo di malattie, dal diabete tipo due, all’obesità, fino ai tumori.

La farina 00 e’ molto raffinata e malgrado non abbia alcun gusto, ha comunque ottenuto grande successo commerciale grazie ai lunghi periodi di conservazione a cui si presta ed alla facilità con cui si lavora. Al momento della raffinazione, la farina OO perde la maggior parte delle proprietà nutritive tipiche del frumento integrale, il quale rappresenta un’ottima fonte di fibre minerali e vitamine ed è ricco di numerose sostanze che si trovano nella crusca e nel germe.

La farina di tipo OO è un alimento contenente un elevato carico di amidi che in quanto  zuccheri innalzano velocemente la glicemia  e in maniera altrettanto rapida stressano il pancreas con la produzione di insulina, tutto questo accade quando mangiamo prodotti raffinati quali pizza, pane bianco.

In occasioni di abuso di tali prodotti è facile che si verifichi un incremento del peso corporeo e dei livelli di trigliceridi nel sangue  e di conseguenza l’aumento del rischio di malattie cardiache. In momenti di eccessivo carico di lavoro del pancreas la produzione di insulina diminuisce fino a bloccarsi, provocando stati patologici come l’ipoglicemia e malattie come il diabete.

Fortunatamente la scienza ha fatto passi da gigante in materia  e ad oggi è possibile sapere se le farine sono causa o meno di problemi alla salute, sottoponendosi ad un semplice esame del sangue per la ricerca di intolleranze alimentari , il TEST ALCAT, approvato da FDA americana e utilizzato presso il presidio ospedaliero San Matteo di Pavia in allergologia e immunologia .

Anche se il vero centro di riferimento del TEST ALCAT in Lombardia  e nel resto d’Italia, dove troviamo centri di applicazione in tutte le regioni, è  IMBIO – Istituto di Medicina Biologica di Milano.

Importante far propria l’idea che un’alimentazione ricca di carboidrati velocizzi i processi cellulari legati all’invecchiamento, determinando quindi un aumento dell’età biologica, rispetto all’età anagrafica.

Favorire quindi le farine biologiche ad alto contenuto di fibre, crusca che non solo mantengono bassi i valori di glicemia, ma cosa ben più importante sono un elisir di salute e giovinezza.

 



November 26, 2014 Newsletter

Dal 28 al 30 novembre 2014, sarà l’elegante scenario dei più rinomati palazzi del Centro di Brescia a fare da cornice a Brescia Gustosa, la rassegna sulle eccellenze enogastronomiche italiane che pone l’accento sulla qualità dei prodotti spesso considerati di nicchia, sconosciuti al grande pubblico e con qualità indiscussa. L’evento, organizzato dall’Agenzia Tempo di Eventi in collaborazione con Arthob ed il Comune di Brescia, vuole porre l’accento sull’alimentazione sana e sostenibile e le sue eccellenze, presentando tematiche che saranno al centro di Expo 2015.

Brescia Gustosa mette al centro il made in Italy e le buone pratiche: il rispetto delle tradizioni, l’attenzione agli sprechi e la tutela del territorio. La prima edizione si struttura come una vetrina unica per promuovere e commercializzare nella provincia bresciana i prodotti di eccellenza della ristorazione e della filiera alimentare provinciale ed italiana, che si caratterizzano per un’alta qualità e limitati volumi di produzione. Un evento che si pone l’obiettivo di valorizzare sapori, tradizioni e cultura enogastronomica che rendono l’Italia la patria del buon cibo, apprezzato in tutto il mondo.

Per questo motivo, la caratteristica principale è data dalla piattaforma espositiva, che rende l’interazione fra i produttori, il pubblico e i ristoratori, il fulcro della manifestazione. Operatori e pubblico potranno assaporare i prodotti degli espositori, partecipare alle degustazioni e ai laboratori, assistere ai cooking show realizzati da chef e pasticcieri d’eccellenza come il celebre Igino Massari, il popolarissimo Ernst Knam e lo chef dell’Unione Italiana Ristoratori, lo stellato Gaetano Simonato.

Una particolare attenzione verrà rivolta anche ai più piccoli e al mondo della nutrizione per la salute, perché Brescia Gustosa crede nel valore dell’educazione alimentare e domenica ci ospiterà con la presenza del Dr. Sacha Sorrentino e la drssa Jessica Barbieri. I nostri nutrizionisti in collaborazione con Tiziana Colombo presenteranno i due libri dedicati alle intolleranze alimentari

Non mancate!

Programma_Brescia_Gustosa_2014

 



July 22, 2014 Ricette

Le perle di tapioca sono comuni in oriente, in molte preparazioni, ma anche negli Stati Uniti, sono semplicemente delle palline di farina di tapioca che si gonfiano e possono essere lavorate una volta cotte a contatto con l’acqua.

La tapioca è una fecola alimentare prodotta a partire dalle radici di manioca. La tapioca ha un gusto e una consistenza speciale e puo’ essere cucinata in molti modi

E’ un alimento nutriente e facilmente digeribile che si è rivelato utilissimo nelle diete per bambini e convalescenti. Essa è infatti una ricca fonte di calorie, assai simile alla giustamente famosa crema di riso, con cui vengono preparate pappe e minestrine per gli stomachi più delicati.

trovi la ricetta qui



October 5, 2013 RASSEGNA STAMPA

Consigli pratici e 111 ricette per unire la salute al gusto: Intervista a Tiziana Colombo e domande/risposte introduttive al professor Giuseppe di Fede – Direttore Sanitario di IMBIO, Direttore Sanitario di I.M.Ge.P. (Istituto di Medicina Genetica, Preventiva e Personalizzata), prof. a.c. in Nutrigenomica presso l’Università di Pavia e vicepresidente di ARTOI (Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate), specialista in nutrizione e dietetica clinica, in medicina genetica preventiva, in ipertermia oncologica e immunoterapia

Milano, 21 maggio 2013: Intervista a Tiziana Colombo e domande/risposte introduttive al professor Di Fede

Prof. Giuseppe di Fede, ultimamente si sente spesso parlare di intolleranze….che cosa sono, e che differenze ci sono con le allergie

Per intolleranza alimentare si intende una reazione avversa dell’organismo verso alcuni alimenti o additivi, conservanti alimentari, lenta nel tempo e che puo’ coinvolgere diverse parti dell’organismo come intestino, stomaco, pelle.
Mentre nell’allergia c’è una reazione immediata, dopo aver ingerito un alimento,(esempio mangio una fragola e ho un immediata reazione con bolle sulla pelle), nell’ intolleranza invece c’è una reazione avversa più prolungata
nel tempo verso un alimento o un gruppo di alimenti che possono appartenere alla stessa famiglia alimentare (ad. esempio le solanacee: pomodoro, melanzana, peperone, patata), lenta nel tempo e soggetta ad accumulo, con introduzione frequente anche quotidiana dei cibi.
Può dare quindi fastidi continui, a volte silenti, o a volte con chiari sintomi di malessere come: coliti, stipsi, cefalea, mal di stomaco, dermatiti e cistiti o candidosi ricorrenti.

Ci sono analisi specifiche per testare e individuare sia le allergie che le intolleranze alimentari?
Le allergie alimentari si possono testare con i Rast degli alimenti.
Per le intolleranze alimentari invece c’è molta confusione, in quanto i test oramai li fanno tutti, dalla farmacia alla erboristeria, con mezzi a dir poco
fantasiosi senza dare un servizio concreto e affidabile all’utente che, del tutto sprovveduto, accetta l’esito del test eseguito e nella maggioranza dei casi, non riceve le spiegazioni adeguate al risultato generando delle serie problematiche di gestione dell’alimentazione.
Un solo test, riconosciuto sia come metodica di analisi che per gli estratti alimentari, è il test Alcat.
Noi usiamo ALcat test che è l’unico test riconosciuto dalla Food and Drug amministration Americana, l’unico ente che riconosce sia i test che le apparecchiature ed anche lo stesso sistema. Alcat è un test citotossico automatizzato che si effettua utilizzando una apposita macchina da laboratorio dedicata e si esegue tramite un prelievo di sangue venoso.
La possibilità di eseguire i test su alimenti, conservanti, additivi, funghi e muffe offre un certo vantaggio nell’indagine diagnostica una volta che i test tradizionali non hanno dato la risposta al problema clinico. Alcat esiste da oltre 15 anni, ed è utilizzato in 52 paesi del mondo.
Noi abbiamo una media di circa 2500 test all’anno effettuati su pazienti che cercano nel test Alcat la risposta e la risoluzione al loro problema.

Quali sono le intolleranze che riscontrate maggiormente negli ultimi tempi?
Ogni giorno, su un campione medio di circa una quindicina di persone, almeno 2 su 5 risultano intolleranti al frumento e al glutine, poi seguono intolleranza al latte e derivati, e una parte risulta intollerante al nichel.

Come è nata la vostra collaborazione con Tiziana Colombo meglio conosciuta nel web come “nonna paperina”?
Tiziana è una mia paziente e visto che, con la mia compagna Paola Carassai, erano anni che cercavamo una collaboratrice che ci portasse avanti il progetto delle ricette di cucina adatte per chi soffre di intolleranze alimentari, e non solo, parlando con lei ci siamo trovati subito in linea. Abbiamo gli
stessi pensieri, la stessa volontà e soprattutto la serietà nel dare una corretta informazione alla gente, che ha problemi di intolleranze alimentari in famiglia e quindi nella cucina di tutti i giorni.

Ora chiediamo direttamente a Tiziana perché ha deciso di scrivere questo libro.
Tiziana:
Questo libro nasce per una ragione molto semplice: è un’insieme di informazioni che non sono mai riuscita a trovare quando mi servivano. Cercavo ricette appetitose e immagini attraenti, dalle quali trasparisse empatia verso le persone con intolleranze alimentari e le loro difficoltà
quotidiane, cercavo idee per proporre dei piatti che tutti potessero condividere, senza neanche rendersi conto che erano “per malati” privi di nichel.
Cercavo informazioni sui prodotti nuovi che dovevo cominciare a mangiare e avevano per me nomi assurdi: quinoa, amaranto, soia, gomasio, etc.

Cercavo notizie su questo problema, consigli e tanto altro e saltavo come una palla rimbalzina da un sito all’altro. Allora è nato il progetto ambizioso di provare a riunire più informazioni, dati e ricette possibili per aiutare chiunque ha il mio stesso problema.
Il percorso che mi ha portata a prendere coscienza di quanto le allergie e le intolleranze incidano sulla vita delle persone e come conviverci al meglio è simile a quello di molti altri.

Quando mi è stata riscontrata l’intolleranza al nichel prima, e al lattosio dopo, mi è crollato il mondo addosso.
L’idea che alimenti generalmente innocui potessero essere dannosi per il mio organismo mi faceva stare peggio.
All’improvviso, le pietanze preferite si sono trasformate in un percorso minato. Le persone, lo si percepisce, sono realmente spaventate all’idea di invitarci a casa loro. Ho impiegato parecchio a capire ciò che dovevo sapere e come fare per spiegarlo agli altri, in particolare a mia suocera e a mio figlio Stefano. L’unica persona che mi ha sostenuto moralmente fin dall’inizio è stata mia sorella Maria Grazia a cui dedico questo risultato.

Non era un’artista in cucina, ma si impegnava a preparare piattini invitanti e gustosi da mangiare proprio per farmi capire che il mondo non era finito con la mia intolleranza…
Tuttavia, mi sono ben presto resa conto che non sono sola. Ho scoperto quanti “nichelini” hanno il mio stesso problema. Dalla condivisione delle mie esperienze sono emerse problematiche simili, non ultima la difficoltà di spiegare agli altri quali siano i problemi e come chiedere il loro aiuto.

Dalla mia esperienza fatta prima di giungere alla diagnosi dell’intolleranza, e dalla conseguente necessità di cominciare ad alimentarsi in maniera diversa, ho capito quanto ogni momento, all’apparenza drammatico, che ti si presenta nel cammino della vita, sia un’occasione per mettersi in gioco, per conoscere i punti forti del proprio carattere.
Ho pensato spesso di non farcela, ma dopo il percorso di conoscenza costruito, dopo gli studi effettuati in materia e dopo tutti i consigli ottenuti dal “mio Prof”, ho ricominciato a credere in me e ora mi sento capace di affrontare tutto.
È’ stata un’esperienza che mi dato modo di riamare la vita perché mi ha concesso la scoperta di questa forza interiore e di questa convinzione di
me, questo amore per la vita. I miei ricordi di momenti tristi che sono passati mi hanno insegnato molto.
Devo dire che un aiuto l’ho avuto anche dal sito di cucina http://www.nonnapaperina.it che ho aperto anni fa. Quando mi hanno riscontrato l’intolleranza non pubblicavo più ricette, mangiavo solo riso in bianco e bistecche ai ferri con insalata. Poi un giorno mio marito mi ha convinto a
provare a cucinare qualche ricetta adattandola al mio problema, altrimenti cosa avrebbero potuto pensare gli affezionati fan di Nonna Paperina? E così ho fatto!
Comunque ora riesco a mangiare bene, e stare bene con me stessa e gli altri, e questo è importante! Ho scoperto nel mio percorso ricette davvero deliziose e quando dicevo, perché ora non lo faccio più, “non so se può piacervi” oppure “l’ho fatto per poterlo mangiare anche io” mi guardavano come un’extraterrestre…
La cucina o la ami o la odi. E quando la ami non c’è nulla e niente che ti può far rinunciare a lei. In tutto ciò che fai, in tutti i momenti liberi, trovo sempre un motivo e un’occasione per pensare a un piatto, un ingrediente, una ricetta.
Ogni momento libero che ho è un’occasione per creare, sperimentare, provare una nuova ricetta.
E il momento più bello è quando ciò che ho creato, aggiungendoci sempre quell’ingrediente magico che è l’amore, lo condivido con gli altri.
Aspetto con ansia il loro giudizio, le loro parole, con la paura di aver fallito, di non essere riuscita a soddisfare le loro aspettative.
Sì, perché non si cucina mai un piatto per sé stessi, ma per poterlo condividere con gli altri, per riuscire a donare a chi ti stima un po’ del tuo amore. La mia idea è che chi mangia i piatti che preparo possa avere una percezione assoluta della passione con cui preparo le mie ricette e con cui vengono servite.
Questa filosofia è condivisa anche da Paola e Giuseppe, che mi hanno convinto a mettere insieme le mie idee e cucinare i piatti da divulgare a chi ha lo stesso mio problema.
Le nozioni e le ricette contenute in questo libro sono frutto di informazioni derivate da studi e testi specializzati. Non hanno lo scopo di diagnosticare o fare prescrizioni per patologie mediche o psicologiche, né sostengono o pretendono di prevenire, trattare, mitigare o guarire tali condizioni.
Per un parere medico o altre informazioni specifiche, consultate uno specialista, meglio se vi recate presso l’Istituto di Medicina Biologica (Imbio) dove è possibile diagnosticare l’intolleranza al nichel tramite ALCAT, il test che consente anche di verificare la sensibilità agli additivi alimentari compreso il nichel solfato.
I risultati di ALCAT Test permettono, inoltre, di mettere a punto un iter terapeutico personalizzato, che prevede un regime alimentare adeguato, e
una terapia di supporto a scopo desensibilizzante e detossificante.

IL LIBRO DI TIZIANA COLOMBO
L’intolleranza? La cuciniamo!
Consigli pratici e 111 ricette per unire la salute al gusto
di Tiziana Colombo
collana La cucina di Tiziana
90 illustrazioni a colori
cartonato
EAN 9788836626618
€ 20,00

Per informazioni:
www.silvanaeditoriale.it



October 5, 2013 RASSEGNA STAMPA

IL LIBRO TRUCCHI E RICETTE PER CHI SOFFRE DI QUESTA INTOLLERANZA POCO NOTA

Nonna blogger insegna a vivere senza nichel – scarichi l’immagine dell’articolo (68 kb)

CASALINGA, madre, nonna. E ora scrittrice. La prima in Italia a pubblicare un libro di ricette per chi soffre di intolleranza al nichel. Tiziana Colombo, 53enne di Cavenago, è una piccola celebrità: da qualche tempo gira l’Italia per raccontare la sua esperienza, per spiegare agli alunni delle scuole alberghiere come preparare piatti gustosi depurandoli dell’odiato metallo.

130411_colomboCONFERENZE a Bari, Roma, Bolzano, Piacenza, Catania, Milano. Dunque conferenziera, appunto scrittrice, in partenza blogger. Perché tutto nasce dal suo blog «nonnapaperina» che fa il pieno di contatti raccontando che è possibile mangiare bene, anzi benissimo, dribblando allergie e intolleranze. Troppo appassionata della buona cucina, Tiziana, per arrendersi. E così comincia a studiare, a confrontarsi con i medici specialisti, ad ascoltare il vissuto di chi è stato costretto a modificare le proprie abitudini. «Ho sofferto per anni di disturbi di cui nessuno aveva capito l’origine: solo nel 2009 ho saputo di essere intollerante al nichel». Invece di scoraggiarsi, inizia la battaglia: «Da allora mi sono impegnata per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni. Non c’è abbastanza considerazione, tant’è che l’esame specifico non viene nemmeno passato dalla mutua».

DA INTERNET alla carta il passo è stato breve: nel volume pubblicato da Silvana Editoriale, intitolato «Nichel. L’intolleranza? La cuciniamo», c’è un vasto campionario di ricette, almeno 115, e un lungo elenco di consigli sui metodi di cottura e le pentole da utilizzare, sui detersivi o i cosmetici da evitare. «Un libro così è una novità in Italia perché non esiste una sensibilità diffusa verso questa intolleranza. Ma gli incontri in giro per l’Italia testimoniano che un piccolo interesse sta nascendo. Anche perché l’intolleranza al nichel è sempre più frequente e colpisce soprattutto le donne. E i disturbi sono gravi, dalle crisi d’asma ai mal di testa ricorrenti». Il ricavato servirà a finanziare il sodalizio nato per sensibilizzare le istituzioni: «Sono riuscita a ricostruire la mia quotidianità, ora voglio aiutare altre persone che vivono questa condizione».

Rassegna stampa: La Stampa – 27 maggio 2013 – di MARCO DOZIO


Copyright by IMBIO 2017. All rights reserved.