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June 19, 2015 Newsletter

Con il patrocinio della Regione VDA-Assessorato Sanita’, Comune di Courmayeur, Ordine dei medici VDA, USL VDA. EXPO-VDA

NUTRISPORT di montagna 2015 – evento accreditato ECM per biologi, medici, farmacisti, psicologi, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, tecnici di riabilitazione, laureati in scienze motorie, fisioterapisti

venerdì 28 e sabato 29 agosto 2015

presso il Centro congressi Courmayeur – Aosta

PROGRAMMA PROVVISORIO – II annuncio

venerdì 28 agosto 2015

14.00-14.30 Apertura Lavori e Registrazione dei partecipanti

14.30-15.00 Saluto delle Autorità: Sindaco di Courmayeur, Presidente Ordine Nazionale Biologi, Assessore Regionale Sanità e altre Autorità Competenti

PRIMA SESSIONE: GLI SPORT DI ENDURANCE IN ALTA QUOTA

Moderatori: Dott. G. Giardini – Dott.ssa Mt. Caselli

15.00-15.30 “Dallo skyrunning all’endurance trail” – Dott. G.S. Roi

15.30-16.00 “Aspetti cardiovascolari ed endoteliali nelle ultra-maratone” – Dott. L. Pratali

16.00-16.30 “Radicali liberi e potere antiossidante” – Dott.ssa S. Mrakic

16.30-17.00 “Privazione di sonno, attenzione e funzioni cognitive” – Dott. U. Faraguna

17.00-17.30 “I dati clinici del Tor des Géants” – Dott. L. Busnelli

17.30-18.00 “Alimentazione ed integrazione nel miglioramento della performance sportiva in montagna” – Dott. M. Ivaldi

18.00-18.30 Discussione e conclusioni

18.30 Aperitivo di benvenuto Vin d’Honneur a tutti i partecipanti

sabato 29 agosto 2015

SECONDA SESSIONE: NUTRIZIONE E SPORT

Moderatori: Dott. G. Giardini- Prof. F. Angelini

9.00-10.00 Lectio Magistralis “Valutazione nutrizionale dello sportivo” – Prof. F. Angelini, Presidente SINSEB e ISSN

10.00-10.30 “—” – Dott. Belli

10.30-11.00 “Nutrizione durante un ultra-trail” – Dott. N. Sponsiello

11.00-11.30 “Alimentazione vegetariana ed ultratrail: una scelta praticabile?” – Dott. A. Bonuccelli

11.30-12.00 “Marcatori biochimici dell’infiammazione” – Prof. G. Di Fede

12.00-12.30 “Ruolo della Nutrigenomica nello sport” – Dott. S. Sorrentino

12.30-13.00 Discussione

13.00-14.00   Light Lunch

TERZA SESSIONE: INTEGRAZIONE NUTRACEUTICA NELLO SPORT

Moderatori: Dott.ssa Mt. Caselli – Prof. G. Di Fede

14.00-14.20 “Ruolo del microbiota nello sport e nello stress: l’importanza dell’asse intestino-cervello” – Dott.ssa G. Giardullo

14.20-14.40 “Alterazione del microbiota intestinale nello sportivo” – Dott. D. Iozzi

14.40-15.00 “Cortisolo e performance sportiva: tra fisiologia e filosofia” – Dott. D. Orlandoni

15.20-15.40 “Valutazione impedenziometrica ed intolleranze alimentari nello sportivo: ruolo del test Alcat” – Dott. A. Tosatto

15.40-16.00 “Alimentazione ed integrazione nello sport di montagna. Testimonianza di Bruno Brunod” – Dott. M. Rogliatti

16.00-16.40 Discussione e conclusioni

QUARTA SESSIONE: INTERVENTI PREORDINATI DI PRESENTAZIONE DATI SPERIMENTALI

Moderatore: Prof. G. Di Fede

16.40-17.00 “Allenare l’intestino: sperimentazione su atleti del “Tor des Géants”

Dott. M. Salamone

17.00-17.20 “Effetti dell’assunzione protratta di clorofilla alimentare da parte di atleti di resistenza” – Dott. M. Ivaldi

17.20-17.40 “Razione alimentare minima: cosa mettere nello zaino di un ultra-trail”

Dott.ssa B. Molinari

17.40-18.00 “Caratterizzazione biochimica e validazione biologica di molecole antiossidanti in varietà di mele e di uva tipicamente prodotte in Valle d’Aosta e nei loro trasformati sidro e vino” – Dott.ssa S. Valentini, INSTITUT AGRICOLE –Aosta

18.00-18.30 Discussione e conclusioni aperte anche agli sportivi

21.00 presso Jardin de l’Ange

CONFERENZA APERTA AL PUBBLICO SUI RISULTATI DEL TOR DES GÉANTS 2014

Presentazione del libro di Tiziana Colombo “Nichel. L’intolleranza? La cuciniamo!”

Quota di iscrizione: 75,00 Euro + IVA

Per informazioni:

Delegazione ONB del Piemonte e Valle d’Aosta onb.piemontevda@libero.it

IMGeP segreteria@imgep.com 02 58300376

Scarica la locandina in pdf

Eventbrite - NUTRISPORT di montagna 2015



May 3, 2015 Newsletter

La Spirulina (Arthrospira platensis) è una microalga azzurra unicellulare dalla forma stretta ed allungata. È diffusa nelle acque delle zone tropicali e subtropicali, dove è presente un ph alcalino, stato idoneo della spirulina. Esteticamente questa alga è di colore verde scuro, poiché ricca di clorofilla, pigmento abbondante che supera in concentrazione sia la policianina che i carotenoidi (altri pigmenti presenti nella spirulina). Il nome “Spirulina” deriva invece dalla forma di quest’alga che ricorda quella di una spirale.

La Spirulina abbonda di proteine (in particolare amminoacidi essenziali) e lipidi. Tra i grassi contenuti al suo interno, ci sono anche quelli “buoni”, appartenenti al gruppo degli omega3, importanti per normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue e partecipare alla formazione delle guaine mieliniche che rivestono i nervi e migliorare la funzionalità del sistema nervoso ed immunitario.

Ricca di vitamina A, C, E, vitamine del gruppo B e Sali minerali (ferro, calcio, magnesio, selenio, potassio), la Spirulina ha notevoli proprietà antiossidanti: infatti è in grado di proteggere dai radicali liberi e dai danni che questi causano all’organismo (invecchiamento precoce e malattie neurodegenerative). Notevoli risvolti positivi anche sulla pelle: la vitamina A normalizza il funzionamento delle ghiandole sebacee, contrastando l’acne, le vitamine del gruppo B stimolano il metabolismo della pelle e la vitamina E ne conferisce morbidezza e tonicità. Inoltre le vitamine A ed E possono contribuire a regolarizzare il funzionamento delle ovaie e ridurre i dolori premestruali; per di più queste vitamine sono anche coinvolte nell’abbassare l’eccessiva viscosità e tendenza alla coagulazione del sangue.

La Spirulina è utile anche per gli sportivi e per chi deve mantenere il peso-forma: l’elevato contenuto di vitamine e minerali è fondamentale nel sostenere la produzione energetica durante lo sforzo fisico, diminuendo lo sviluppo di radicali liberi e quindi stress ossidativo. Questa abbondanza di nutrienti, in particolare proteine, sviluppa un effetto positivo sul controllo dell’appetito, accelerando la comparsa del senso di sazietà; secondo alcuni studi il consumo regolare di spirulina sarebbe efficace nel diminuire il fabbisogno di insulina, evitando picchi della glicemia e prevenendo dunque il diabete mellito.

La Spriulina in polvere si può unire a succhi di frutta, yogurt, centrifugati di verdure,ma  può essere utilizzata anche nella preparazione di dolci e impasti salati o per la preparazione di bevande energetiche per gli sportivi. Si preparano anche gnocchi e tagliatelle.



April 16, 2015 Newsletter

Fino ad oggi abbiamo sentito parlare di padiglioni, cluster, enogastronomia e tanto altro. Ma di certo non avevamo ancora sentito parlare di Tavoli Tematici. Questa iniziativa nasce nell’ormai lontano 2010 in chiara previsione dell’evento milanese per dare la possibilità a startup e piccole imprese di presentare proprio progetti ad una vasta platea di colleghi, aziende ed istituzioni.

Non si parlerà solamente di gastronomia ma anche di tanto altro, tra cui un aspetto che per definizione è legato all’alimentazione: salute e prevenzione.

Come oramai tutti ben sappiamo, Expo Milano 2015 è l’esposizione universale basata sull’alimentazione sana e genuina della quale tutti possono godere. Ma davvero proprio tutti? Del resto non è un segreto che, al giorno d’oggi, il numero di patologie legate all’alimentazione, quali intolleranze e allergie, è in continuo aumento tra i più o meno giovani. Cosa fare dunque? Expo 2015 ha dato il via ad un’iniziativa unica nel suo genere, che prevede un percorso formativo per il visitatore durante tutto l’arco dell’evento.

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April 5, 2015 Newsletter

Pianeta Nutrizione & Integrazione, giunto alla VI Edizione, verrà organizzato nel 2015 a Milano presso il Centro Congressi di Rho “Stella Polare” in concomitanza con EXPO MILANO 2015 e direttamente collegato all’Area dell’Esposizione Universale.

Pianeta Nutrizione & Integrazione, ha registrato nel 2014 oltre 3000 presenze tra medici, biologi, dietisti e farmacisti, 30 società scientifiche accreditate, 80 espositori e oltre 100 relatori.
AKESIOS GROUP partner di Fiere di Parma ha ideato e realizzato, inoltre, uno spazio espositivo di Pianeta Nutrizione & Integrazione nel Padiglione CIBUS è ITALIA all’interno della manifestazione EXPO MILANO 2015 che si terrà dal 01 maggio al 31 ottobre.
Ci saremo anche noi il giorno 26 giugno alle ore 10,35  con il Dr. Di Fede, direttore di Imbio, che tratterà “Pharmacogenetics in Cancer Patients” ossia la Farmacogenetica nei malati di cancro
Torneremo alle 15.20 con il dr. Sacha Sorrentino, biologo nutrizionista di Imgep ,che tratterà l’intolleranza alimentare e allergie nei pazienti malati di cancro “Food intolerance and allergies in cancer patients”
Parlerà della validita di Alcat Test che è ritenuto al momento lo strumento più utile per la diagnosi delle intolleranze alimentari e per la corretta impostazione di una terapia individuale e personalizzata che guidi verso il recupero della tolleranza immunologica. Questo test consente di valutare la sensibilità agli additivi alimentari, ai conservanti, ai coloranti, ai contaminanti ambientali, agli antibiotici e agli antinfiammatori.
É l’unico Test sulle intolleranze alimentari, riconosciuto dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA) e utilizzato dalla Fondazione IRCCS Policlinico “San Matteo” di Pavia – Laboratorio di Immuno – Allergologia.

 



April 1, 2015 Newsletter

E’ meglio mangiare pasta o riso?? La pasta ha un contenuto calorico leggermente superiore, è più ricca di lipidi, proteine e fibre mentre è più povera di acqua e carboidrati. Il riso avendo un contenuto proteico inferiore alla pasta, ha un indice chimico superiore che lo rende sotto questo punto di vista equivalente, se non addirittura superiore alla pasta.

Stabilito che mangiare riso fa bene bisogna imparare a cuocerlo!

La cottura del riso è la base per ottenere un risotto eccezionale ed è una delle cose più difficili da fare in cucina. Ci sono tante piccole regole da imparare e qualche suggerimento da seguire per ottenere un piatto perfetto.

Ve ne do 5 di suggerimenti che spero possiate trovare utili:

  • sappiate che per cuocere bene il riso è necessario curarlo, mescolare e aggiungere l’acqua o il brodo al momento giusto e poco a poco. Tuttavia, per chi ha pochissimo tempo a disposizione, suggerisco di provare la pentola pressione. Onestamente la trovo molto comoda: poco tempo (circa 5 minuti) e senza sforzo (potete lasciare anche il riso a se stesso, ci penserà la pentola a cuocerlo). Una soluzione molto pericolosa, però, in termini di resa della cottura. Ci vogliono diversi tentativi per capire gli esatti tempi di cottura e di liquido da inserire in pentola. Insomma, è un metodo da utilizzare solo in caso di necessità e dopo averci preso la mano.
  • altro aspetto da considerare è la qualità del riso, dalla quale dipende non solo il gusto finale del vostro piatto ma anche i tempi di cottura. Controllare i tempi sulla confezione è d’obbligo. Dovete considerare, però, anche un altro aspetto: da quanto tempo avete il riso in dispensa. Se il riso è vecchio, può richiedere un po’ più tempo per cuocere perché una parte dell’umidità in esso contenuta è evaporata.
  • mantecate il riso con olio o formaggio a fuoco spento senza esagerare nel mescolare. Evitare di girare il riso ossessivamente è un suggerimento che vale anche durante la fase di cottura, più lo girate, più la consistenza finale apparirà collosa, perché girando il riso disperdete l’amido. Per questo è importante stare attenti che ci sia sempre abbastanza brodo, non distraetevi e aggiungetelo quando vedete che si sta asciugando, altrimenti il riso si brucerà. Questo è un altro punto a favore della cottura del riso con la pentola a pressione, dove per la natura stessa della pentola, non è possibile intervenire sul riso, che per forza resterà immobile durante tutta la cottura.
  • Per ottenere un risotto “professionale” non dovete tralasciare la tostatura del riso. Buttate il riso sopra il soffritto e fatelo tostare per massimo un minuto. Quando vedete che cambia colore, lo avete tostato alla perfezione e potete farlo sfumare e aggiungere il brodo per la cottura.
  • Infine, un suggerimento che non sempre è preso in considerazione ma che vi assicuro è in grado di modificare il sapore del risotto: lasciatelo riposare qualche minuto prima di servirlo.


March 26, 2015 Newsletter

Continua il cammino di Imbio sulla lunga strada dello sport, nuovo obiettivo da raggiungere, portare il Verbano Calcio in vetta alla classifica, grazie ad un protocollo nutrizionale personalizzato. A tal proposito abbiamo intervistato Pietro Barbarito, il Presidente della F.C. Verbano Calcio ASD che della personale passione per il calcio ne ha fatto un mestiere.

Come ha avuto inizio la sua esperienza con Imbio?

La mia esperienza con Imbio inizia da paziente, grazie a cari amici di famiglia che mi hanno consigliato di rivolgermi all’Istituto di Medicina Biologica per un controllo di routine. E’ qui che sono venuto in contatto con il Prof. Giuseppe Di Fede che con grande professionalità mi ha seguito in tutto il percorso, aiutandomi a raggiungere risultati positivi

Cosa l’ha spinta a chiedere che Imbio si occupasse anche della sua squadra?

Sono stato spinto dai positivi risultati ottenuti personalmente, per questo ho voluto che i ragazzi della squadra si sottoponessero al Test Alcat e venissero seguiti dallo staff di Imbio, nella persona della Dott.ssa Cecilia Pedroni, dal punto di vista nutrizionale. Durante questo percorso, per cui è stato creato un protocollo medico ad hoc, tutti i ragazzi della squadra si sono sottoposti al Test Alcat e sono venuti a conoscenza di essere intolleranti a parecchi alimenti, ma soprattutto di quanto queste intolleranze fossero la causa di tutta una sintomatologia gastrointestinale e non solo che gli impediva soprattutto di rendere come si deve in campo

La squadra ha ottenuto risultati riscontrabili?

Certo, da quando hanno iniziato a seguire un regime alimentare sano e corretto ma soprattutto personalizzato come lo è appunto la “Dieta di Rotazione” conseguente ad Alcat Test, i ragazzi stanno molto meglio non hanno più quei fastidiosi problemi fisici ma soprattutto in campo sono diventati delle schegge. Siamo secondi in classifica, è questo per noi è un grande traguardo che ci premia del grande impegno e della passione che io e la squadra tutta mettiamo ogni giorno quando scendiamo in campo, che si tratti di una partita importante o di un semplice e quotidiano allenamento

Si sentirebbe ad oggi di consigliare Alcat Test a chi non lo conosce?

Naturalmente, già consigliato alla mia famiglia e agli amici più cari. Perchè dopo la mia esperienza e le esaudienti informazioni fornite dallo staff Imbio, posso tranquillamente dire di quanto una sana e corretta alimentazione sia la risoluzione di molte patologie


March 26, 2015 Newsletter

C’è chi lo fa per necessità e chi, invece, lo fa per ragioni etiche; sempre più persone, oggi, sostituiscono il latte di origine animale, con uno di derivazione vegetale. Gli intolleranti al lattosio, i vegetariani estremi o vegani e chi ha il colesterolo alto, può scegliere tra diverse tipologie di latte ricavate da alimenti vegetali.

La soia, come in molti sapranno, è un legume originario della Cina, dove fu coltivata per la prima volta più di 5 mila anni fa. I frutti, simili ai fagioli, sono gialli e lunghi dai 3 agli 8 cm. Arrivò in Europa alla fine del 1800, inizialmente, solo per essere studiata ma, più tardi, fu anche coltivata. Non solo in Europa, le coltivazioni di soia ben presto, si estesero in tutto il mondo.

Il latte di soia si ottiene tramite un processo di macerazione, della durata di circa una notte, della soia intera oppure della sua farina. Poi, la soia è macinata e, a essa, è aggiunta l’acqua necessaria ad ottenere la consistenza desiderata. La purea ottenuta è portata a ebollizione. Infine, il tutto è filtrato per eliminare i residui. La preparazione è piuttosto semplice, infatti, il latte di soia può essere tranquillamente fatto in casa. In commercio, invece, lo troverete con la dicitura “bevanda di soia”, come vuole la legislazione europea.

I benefici più importanti del latte di soia sono principalmente due: non contengono lattosio e colesterolo.

Circa il 75% della popolazione mondiale, è intollerante al lattosio. Una buona fetta di popolazione mondiale, quindi, può trovare quasi tutti i benefici del latte vaccino in un latte di origine vegetale senza il rischio di avere reazioni allergiche. Tuttavia, è meglio fare attenzione, perché anche la soia può causare allergie (anche se in una percentuale esigua).

Come molti altri alimenti di origine vegetale, il latte di soia è privo di colesterolo. Non male come caratteristica per un alimento, soprattutto se pensiamo che una tazza di latte di mucca contiene, invece, 20 milligrammi di colesterolo, quasi il 7% della quantità raccomandata per un maschio adulto. Questa importantissima caratteristica, rende il latte di soia un alimento molto consigliato per chi ha il colesterolo alto o per chi ha sofferto o soffre di problemi cardiaci.

Invece, le proteine contenute nel latte di soia sono sostanzialmente le stesse del latte di mucca. Sono però, più digeribili e hanno un elevato tenore di lisina, un amminoacido essenziale per il corpo umano che va assunto esclusivamente attraverso l’alimentazione.

Questi i benefici fino ad oggi provati dalla scienza, si stanno facendo, però, altri studi per verificare l’ipotesi che la soia aiuti a prevenire nella donna il tumore al seno e nell’uomo il tumore alla prostata. Ci sarebbero, poi, ulteriori benefici per le donne in menopausa. Gli isoflavoni di soia, che agiscono in modo simile agli estrogeni, potrebbero, infatti, aiutare contro le vampate di calore e prevenire l’osteoporosi. Ma è tutto, ancora, da verificare!

Agli intolleranti al nichel questo latte non è consigliato d’uso giornaliero.



March 24, 2015 Newsletter

Se cercate un degno sostituto al latte vaccino che non contenga né lattosio glutine, vi consiglio di provare il latte di miglio, un’ottima soluzione per garantire al vostro organismo un apporto di proprietà nutritive paragonabili a quelle del latte vaccino senza, però, incorrere nel rischio di reazioni allergiche. Non solo, consumatelo con serenità anche se avete problemi di colesterolo e di diabete.

Un vantaggio comune a tutto il latte di origine vegetale è l’assenza di colesterolo, e il latte di miglio non è da meno. Un ottimo alleato, quindi, per chi lotta contro il colesterolo alto, grazie anche alla grande quantità di lecitina e di colina contenuto.

Proprietà, invece, unica, che condivide solo con il latte di avena, è la capacità di controllare il diabete. Secondo alcuni studi il latte di miglio contiene un particolare enzima in grado di aiutare il nostro corpo a eliminare i grassi. È, infatti, risaputo che legumi e cereali, essendo carboidrati complessi, hanno un ruolo importante nella cura e nella prevenzione del diabete.

Dunque, il latte di miglio è indicato per le persone che soffrono di celiachia, intolleranza al lattosio, diabete e colesterolo alto e non è consigliato a chi ha problemi con l’intolleranza al nichel.

Dovrebbero però tenerlo in considerazione e aggiungerlo o sostituirlo, anche per brevi periodi, anche chi non soffre di nessun di questi disturbi. Il latte di miglio ha, infatti, diverse qualità nutrizionali. Ad esempio, è ricco di vitamine del gruppo B, soprattutto la B6, ed anche sali minerali come zinco, magnesio, potassio, calcio e ferro.

Il miglio è un cereale alcalinizzante. Ciò significa che consumandolo, anche sottoforma di latte, assorbiamo le tossine acide che si accumulano con una dieta sbilanciata, troppo ricca di alimenti acidificanti, come uova, carne, alimenti raffinati o fermentati. Il consumo di latte di miglio, insomma, aiuterebbe il nostro organismo a ristabilire il livello ottimale di PH.

Questa sua caratteristica andrebbe a beneficio del buon funzionamento di milza, stomaco e pancreas e, sicuramente, aiuterebbe tutti quelli che soffrono di acidosi. Inoltre, è facilmente digeribile e non irrita l’intestino, può essere, dunque, ben tollerato anche per chi soffre di colite o ulcere; per i quali l’assunzione di latte di mucca, certo, non giova.

Il latte di miglio non è molto diffuso, lo troverete sicuramente nelle farmacie e nei negozi specializzati. Il suo sapore naturalmente dolce lo rende perfetto per essere consumato a colazione, magari col caffè, oppure per la preparazione di deliziosi dolci senza glutine.

 



March 20, 2015 Newsletter

Il cortisolo, ormone steroideo prodotto dal surrene, rappresenta un fondamentale indicatore di stress. Nonostante si tratti di un parametro facilmente misurabile nella saliva e relativamente poco costoso, dotato di importanti studi a sostegno in particolare per chi si occupa di anti-aging, il cortisolo non riscontra purtroppo l’interesse medico che merita.

Non essendo mia abitudine volermi attribuire meriti che non mi appartengono, voglio subito chiarire che l’intuizione legata all’importanza di questa sostanza risale ai primi lavori sullo stress prodotti dal grande scienziato H. Selye rintracciabili sin dai suoi primi studi degli anni ’30 e proseguiti per tutto il corso della sua inimitabile carriera di scienziato-filosofo.

La misurazione dei valori di cortisolemia salivare, può essere effettuata in corrispondenza dei picchi riscontrabili in quattro fasce orarie giornaliere alle ore 7-13-17e 23, offrendoci la possibilità di dare una valutazione e grazie ad essa motivazione di tutta quella sintomatologia estremamente variegata in cui tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo ritrovati ad incappare: depressione, disbiosi, allergie/intolleranze, sindrome della stanchezza cronica, diabete/insulino resistenza, ipertensione, osteoporosi, sindrome metabolica, ansia, acidosi metabolica, stipsi, stress ossidativo…..persino lo sportivo attento alla performance dovrebbe monitorarlo con scrupolo per prevenire infortuni, superallenamento o scarsa competitività.

Nel tempo elevati livelli di cortisolo non sono altro che la risposta di adattamento del nostro organismo ad una condizione di stress proveniente dall’ambiente esterno e quindi una chiara relazione di causa-effetto grazie al legame indissolubile esistente tra lo stress e i livelli di cortisolo: all’aumentare del primo, sale il secondo; al protrarsi dello stress, i livelli di cortisolo tendono a diminuire con una tempistica differente per ognuno di noi, generando la condizione peggiore, cioè quella di esaurimento surrenalico.

All’ipercortisolemia sono sempre associate due condizioni base: acidosi metabolica e iperglicemia.Nel primo caso occorre riflettere su come minuscole variazioni di ph intestinale, possano produrre importanti alterazioni nella composizione del microbiota (flora batterica).

Nel secondo caso invece, va sottolineato che le variazioni, anche se minime, di ph intestinale rappresentino un evidente fattore di rischio in relazione all’insulino resistenza prima e a lungo andare al diabete di tipo II, soprattutto in soggetti che presentano un patrimonio genetico a rischio.

Infine, ricordando sempre che “Chi non conosce il cibo non può capire le malattie dell’uomo” (Ippocrate di Koos), va sottolineato come anche in questo caso le abitudini alimentari rappresentino un fattore fondamentale nel determinare i valori del cortisolo: una dieta ricca di proteine animali è in grado di produrre un suo innalzamento, così come una dieta ricca di zuccheri semplici ne produce una brusca variazione verso l’alto, a seguito dell’ipoglicemia indotta dalla risposta insulinica.

Insomma, ancora una volta, siamo di fronte ad un parametro di vecchia data, il cui significato si è ormai solidificato nel tempo al punto dal vedere sciamare interesse a riguardo e di conseguenza la considerazione da parte degli operatori sanitari. Appunto uno di quei casi che come diceva lo stesso Selye: “Ciò che frena la nostra ricerca non è ciò che non sappiamo o la mancanza di strumenti per investigare, piuttosto ciò che sappiamo e che non mettiamo in discussione”.

 



March 3, 2015 Newsletter

Ancora una volta il microbiota intestinale ci sorprende. I composti prodotti dal metabolismo dei batteri intestinali sono fattori determinanti nel delicato equilibrio tra la flora e l’organismo ospite e, di conseguenza per la salute del tratto intestinale. Ma non è ancora del tutto chiaro se e come questa stretta relazione ospite – flora, possa influenzare processi infiammatori in altri tessuti periferici, ad esempio a livello delle vie respiratorie.

Una ricerca pubblicata qualche giorno fa su Nature Medicine e condotta dal prof. Benjamin Marsland dell’Università di Losanna, ha consentito di individuare un importante meccanismo di protezione per le vie respiratorie attivato dalla flora intestinale.

Lo studio è stato condotto con un modello sperimentale di topi di laboratorio alimentati con una dieta ricca di fibre rispetto ad una dieta “controllo”, povera di fibre e disegnata secondo i principi della dieta occidentale ricca di cibospazzatura”.

L’osservazione sperimentale dei topi ha rilevato come i roditori alimentati sulla base di una dieta ricca di fibre risultassero meno vulnerabili all’asma e presentassero un minore grado di irritazione ed infiammazione delle vie respiratorie, rispetto ai topi controllo.

Si è osservato che il contenuto di fibre dietetiche fermentabili modificava la composizione del microbiota intestinale e polmonare, in particolare modificando il rapporto di batteri Firmicutes- Bacteroides. A sua volta, la flora intestinale così “selezionata”, metabolizzando la fibra alimentare, produceva un aumento della concentrazione circolante di acidi grassi a catena corta (SCFA), facilmente assorbibili dall’intestino che, entrando nel circolo sanguigno, sono in grado di attivare segnali immunitari che inducono a ridurre infiammazione ed irritazione.

Sono, quindi, questi acidi grassi a catena molto corta, secondo i ricercatori, i responsabili dei benefici effetti anti-asma. La scoperta spiegherebbe pertanto il netto aumento dell’asma allergica in funzione di una dieta che privilegia cibo confezionato rispetto a quello ricco di fibre.

Quindi la conoscenza della composizione del microbiota intestinale e del valore degli acidi grassi, rappresentano una nuova strategia di prevenzione per l’asma. La difesa delle nostre vie respiratorie passerebbe quindi anche dalla nostra flora intestinale, la cui composizione dipende molto dal tipo di alimentazione.

 


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