Il 40% della popolazione mondiale con una o più allergie
Si è tenuto recentemente a Genova il Congresso Internazionale Highlights in Allergy and Respiratory Diseases, l’appuntamento dedicato alle malattie allergiche e respiratorie, nel corso del quale è emerso che circa il 40% della popolazione mondiale soffre di una o più patologie allergiche.
L’iniziativa, che ha raccolto i contributi di 500 specialisti, è stata l’occasione per uno scambio di opinioni ed esperienze a livello internazionale, grazie alla partecipazione di diversi continenti: dal Giappone all’India, dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Scozia e dall’America Latina.
Sia nei paesi occidentali sia in quelli in via di sviluppo le malattie allergiche – asma, rinite, anafilassi, allergia a farmaci, allergia alimentare, allergia al veleno d’insetti, eczema, orticaria e angioedema – sono in drastico aumento. Una quota elevata di quest’aumento riguarda i giovani; per cui quando questa popolazione giovane raggiungerà l’età adulta, la prevalenza delle malattie allergiche sarà ancora maggiore.
Secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), centinaia di milioni di soggetti nel mondo soffrono di rinite allergica, si stima che 300 milioni di questi siano affetti anche da asma.
Aumentano anche i casi più complessi di allergia che comportano la polisensibilizzazione e interessano molteplici organi, con un’alta morbidità e un aumento della domanda dei servizi di assistenza sanitaria. Si stima che i problemi allergici aumenteranno ulteriormente dato l’inquinamento atmosferico e l’aumento del riscaldamento globale.
Questi cambiamenti ambientali influenzeranno la conta pollinica, la presenza o l’assenza di insetti pungenti e di muffe legate alle malattie allergiche.
In questo scenario, credo sia doveroso occuparci anche di salute e prevenzione delle malattie allergiche con un controllo che dovrebbe essere rivolto non solo alle allergie, ma anche e direi soprattutto, all’alimentazione. Sappiamo che una reazione avversa agli alimenti può essere uno stimolo in più per rafforzare una reazione allergica. Le reazioni allergiche crociate si possono controllare attraverso lo studio del sistema immunitario nativo, quello che ci difende dai virus e batteri, oltre che “controllare” le reazioni d’intolleranza o tolleranza verso un alimento.
In questo scenario, il test ALCAT è l’unico valido sistema di controllo, finora disponibile, per la ricerca di reazioni avverse agli alimenti, di origine non allergica, approvato dalla FDA Americana e utilizzato presso l’ospedale San Matteo di Pavia (immunologia clinica pediatrica). L’analisi permette di stabilire con un’alta specificità e sensibilità quali sono i cibi più reattivi, che disturbano l’organismo e che influenzano e/o accentuano una reazione crociata verso allergie note.